giovedì 20 agosto 2009

LIBRI: UN PUDICO BEIGBEDER NARRA FINE ANNI DI FESTINI


ESCE IN FRANCIA 'UN ROMAN FRANCAIS', MOLTO INTROSPETTIVO (di Aurora Bergamini) (ANSA) - PARIGI, 20 AGO - Sono finiti i tempi delle feste fino all'alba, del tourbillon di donne, alcol, droga e scandali: il nuovo Frederic Beigbeder, l'autore francese di 'Lire 26.900' e 'L'amore dura tre anni', con 'Un roman francais' - appena uscito in Francia - e' diventato introspettivo, meno aggressivo, piu' sofisticato, persino malinconico e pudico a modo suo.
Lo scrittore, 43 anni, noto per essere un provocatore, per la sua capacita' di spaccare l'opinione pubblica su vasti temi a partire da spunti autobiografici, questa volta fa un'analisi psicologica lucida della sua adolescenza, 'una litania di amori muti, un mix di dolore inasprito e di desiderio sprecato', e della vita in famiglia, che definisce 'un susseguirsi di pranzi depressivi dove ciascuno ripete gli stessi aneddoti umilianti'.
Beigbeder parla dei suoi genitori, di sua madre 'con i capelli fini e biondi, gli occhi chiari' che lo ha chiamato 'Frederic come il protagonista de 'L'educazione sentimentale', che era un fallito', e di suo padre 'magro e ricco', e accenna alle rivalita' con suo fratello Charles, diventato uno dei dirigenti del Medef, la Confindustria francese.
'Non capisco - scrive l'autore - quelli che considerano la famiglia come un rifugio quando invece e' il covo delle paure piu' profonde'.
Il libro e' anche lo spunto per fare un'attenta osservazione sulla fine della grande borghesia, sulla Francia degli anni dell'ex presidente Valery Giscard d'Estaing, sul sistema giudiziario francese 'brutale e vetusto'.
In particolare quattro pagine del suo romanzo piene di insulti al procuratore della repubblica di Parigi, Jean-Claude Marin, sono state addirittura modificate poco prima della pubblicazione definitiva per decisione del presidente della casa editrice Grasset, Olivier Nora, con il consenso dell'autore, per non rischiare conseguenze giudiziarie per diffamazione.
Beigbeder, nel libro, considera Marin responsabile del suo prolungato 'soggiorno' in carcere la sera del 29 gennaio 2008, quando fu arrestato dalla polizia perche' trovato a sniffare cocaina sul cofano di un'auto in centro a Parigi con un amico.
'Non e' Marin che mi interessa - ha spiegato poi l'autore - e' la brutalita' del sistema giudiziario francese, e' vetusto, la detenzione e' scandalosa, le carceri sono sovraffollate'.
Quella notte fu rinchiuso in una cella 'fredda e umida' del VII arrondissement, tra i piu' chic della capitale francese, grande appena '2 metri quadrati con i muri imbrattati sporchi di sangue secco, con la puzza di sudore e di vomito' che gli impediva di prendere sonno.
Senza carta e penna, in compagnia forzata di uno scippatore e di uno schizofrenico ubriaco, e' da qui che ha cominciato a scrivere il suo 'roman francais', nella sua testa. E' da qui che e' diventato un 'nuovo Beigbeder'. (ANSA).

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