mercoledì 16 marzo 2011

Le Edizioni La Zisa bandiscono il Primo Concorso nazionale di narrativa “Racconti d’Italia. L’Italia si racconta”.


Art. 1 In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Le Edizioni La Zisa bandiscono il I Concorso nazionale di narrativa “Racconti d’Italia. L’Italia si racconta” finalizzato alla selezione di racconti da pubblicare gratuitamente in un volume curato dalla stessa casa editrice.

Art. 2 Per partecipare alla selezione basterà acquistare due volumi a scelta dal catalogo delle Edizioni La Zisa (www.lazisa.it), come parziale contributo alle spese organizzative.

Art. 3 Il racconto dovrà essere inviato, entro e non oltre il 31/07/2011, direttamente al nostro indirizzo di posta elettronica: edizionilazisa@gmail.com
o per al seguente indirizzo:

Edizioni La Zisa
Via F.Guardione 5/E
90139 Palermo

allegando la prova d’acquisto dei due volumi (scontrino fiscale o fattura in cui risultino i titoli dei volumi acquistati) o, in alternativa, sarà possibile fare l’ordine direttamente dal nostro sito www.lazisa.it specificando nell’e-mail di conferma ACQUISTO LIBRI PER CONCORSO “Racconti d’Italia. L’Italia si racconta”.

Art. 4 L'opera inviata (non più di una per autore) dovrà essere inedita (o comunque l'autore dovrà ancora detenerne i diritti; a tal fine l'autore dovrà dichiarare l'opera frutto della sua inventiva e di sua libera disponibilità) e dovrà essere tassativamente compresa fra un minimo di 10 cartelle (o 18.000 caratteri spazi inclusi) e un massimo di 25 cartelle (o 45.000 caratteri spazi inclusi).

Art. 5 Il partecipante dovrà allegare un breve curriculum vitae con dati anagrafici, indirizzo tradizionale, e-mail e recapito telefonico.

Art. 6 I primi 3 classificati della verranno pubblicati congiuntamente in un libro a cura e a spese dell'editore, che si riserverà gli interventi editoriali che riterrà opportuni. Gli autori pubblicati riceveranno 3 copie omaggio godendo dello sconto del 40% (+ spese di spedizione) sulle altre copie che volessero eventualmente acquistare.

Art. 7 Ogni autore selezionato per la pubblicazione riceverà un contratto editoriale.

Art. 8 Il giudizio verrà operato insindacabilmente dall'editore e da una giuria di esperti lettori di sua fiducia. I risultati verranno comunicati ai partecipanti via posta elettronica e nel web entro la fine del mese di settembre 2011.

Art. 9 L’opera pubblicata verrà promossa e distribuita attraverso i consueti canali delle Edizioni La Zisa. Copie del volume verranno inviate in omaggio al Presidente della Repubblica ed ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Art. 10 Qualora si ritenesse non soddisfacente la quantità e/o la qualità delle opere pervenute, la pubblicazione premio potrà non aver luogo o essere rimandata alla selezione successiva.

Art. 11 La partecipazione al concorso “Racconti d’Italia. L’Italia si racconta” implica l'accettazione di tutte le norme indicate nel presente bando.

Art. 12 Ai sensi della legge 96/675 i partecipanti al concorso consentono alle Edizioni La Zisa il trattamento dei dati personali e delle loro opere secondo quanto previsto dal presente bando.

Ufficio stampa "Edizioni La Zisa"
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martedì 15 marzo 2011

“C'è chi lo chiama inganno padano”


(la Tribuna di Treviso, 1 marzo 2011)

Uno dei fenomeni politici più controversi nella storia istituzionale italiana viene analizzato a partire dalla sua nascita, nel libro “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (La Zisa, pagg. 176, euro 14,90) dei giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano. Gli autori delineano un percorso che offre lo spaccato del sistema di conduzione della politica nell'Italia del presidente Berlusconi, documentando le fasi della nascita del partito di Umberto Bossi. L'inchiesta di Bonasera e Romano mette in luce il legame di questa nuova realtà politica con la fine della Prima Repubblica, quando il bisogno di stabilità sentito dalla società civile a seguito di Tangentopoli avrebbe favorito l'infiltrazione di una mentalità secessionista, preoccupata di difendere interessi particolari contro un'istituzione Stato unitaria percepita come ambito dell'illecito emerso dalle indagini. Il volume è una raccolta di documenti e testimonianze che tracciano una mappa degli avvenimenti seguiti alla nascita del partito, concentrandosi sulle sue zone d'ombra. La prefazione è di Furio Colombo.

venerdì 11 marzo 2011

Ad aprile in libreria: Vittorio Gorresio, “Risorgimento scomunicato”, Prefazione di Gianni Vattimo, Edizioni La Zisa, pp. 200, euro 16,90


Pubblicato la prima volta nel 1958 dall’editore fiorentino Parenti, “Risorgimento scomunicato” raccoglie gli scritti di Vittorio Gorresio per “Il Mondo”, una serie storica di articoli dal titolo “Processo al clero dopo il ‘60”. Storico appassionato, intransigente documentatore, Gorresio traccia una puntuale e puntigliosa ricostruzione delle origini dei contrastati rapporti tra Stato e Chiesa che resero tanto drammatico il Risorgimento. La descrizione dell’intransigentismo clericale rispetto alla progressiva laicizzazione dello Stato italiano ci è fornita dall’autore attraverso la meticolosa raccolta di missive tra membri del governo ed esponenti del clero, cui si aggiungono le dettagliate ricostruzioni degli episodi salienti e del profilo dei personaggi che di questo travagliato periodo storico si resero protagonisti. Vengono descritte, in sequenza, le vicende di una Chiesa, scomunicante e punitiva, addirittura iettatoria, di là dalla trasformazione che, negli anni a seguire, la renderà refrattaria, incapace di stare al passo con la storia, cioè con l’evoluzione della coscienza morale e politica dei cittadini laici. L’attualità del pensiero di Gorresio sta, infatti, tutta nella rilettura storica e cognitiva degli eventi che hanno prodotto il presente, come cita Gianni Vattimo nella sua prefazione: “Se la Chiesa si riduce oggi a una multinazionale […] ciò è anche il risultato dell’uso che essa stessa ha fatto dei suoi strumenti spirituali”.

Vittorio Gorresio, giornalista, scrittore e saggista nacque a Modena da famiglia piemontese il 18 luglio 1910. Inviato speciale e corrispondente di guerra per “Il Messaggero” di Roma, fu tra i più efficaci espositori del dramma del dopoguerra sulle colonne della testata “Risorgimento Liberale”, quotidiano diretto da Mario Pannunzio col quale collaborò anche per il settimanale politico “Il Mondo”. Firma prestigiosa anche de “L’Europeo” di Arrigo Benedetti, Gorresio scrisse una decina di saggi storici ottenendo importanti riconoscimenti giornalistici e premi. Nel 1980 l’autobiografia “La vita ingenua” gli valse il Premio Strega. Lavorò fino a poco prima della sua morte, nel 1982, curando la rubrica “Taccuino” per il quotidiano “La Stampa”.

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giovedì 10 marzo 2011

La Marcia del "Miscelino"

L'editrice La Zisa ripropone l'opera di Teodoro Balma "Il popolo della Bibbia. Storia e martirio dei valdesi"


NEV - NOTIZIE EVANGELICHE (protestantesimo - ecumenismo – religioni)
9 marzo 2011
settimanale - anno XXXII - numero 10

(NEV) - L'editrice La Zisa ripropone ai lettori italiani l'opera di Teodoro Balma "Il popolo della Bibbia. Storia e martirio dei valdesi" (pagg. 256, € 16). La riedizione del testo (pubblicato per la prima volta durante il ventennio fascista, particolare che si evince anche dalle parole di elogio dedicate a Mussolini verso la conclusione del volume, scritte soprattutto per evitare la censura) curata dal pastore valdese Italo Pons, ci offre "un'opera di buona divulgazione che rivive la storia valdese come un inno alla libertà, alla strenua difesa dei propri ideali, alla tolleranza, alla dignità dell’Uomo". Le vicende e i personaggi narrati, si legge nella presentazione del libro, "scandiscono in rapida sintesi le tappe salienti di un lungo processo di democrazia religiosa ancora in buona parte insoluto, che oggi, ampliando il discorso, non riguarda più soltanto il culto valdese, ma ciascun credo, specialmente laddove esistono chiese con posizioni dominanti, i cui destini si intrecciano, in un rapporto di connivenza, e talvolta si identificano, col potere politico stesso". Le edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e all'associazione "Libera"; tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".

mercoledì 9 marzo 2011

BIANCANEVE --- CANZONE DEI NANETTI

Sigla Ape Maia - versione lunga

Arriva in libreria: Palma Civello, “Ho liberato le parole”, Pref. di Antonio Zito, Ed. la Zisa, pp. 144, euro 9,90


La solitudine, l’amicizia, la ricerca di sé sono soltanto alcuni dei temi espressi nel linguaggio poetico di Palma Civello, temi che appartengono e hanno toccato la vita di noi tutti e qui si fanno verso e ci catturano. Un modo per esternare, condividere, affrontare lo stato puro dei sentimenti. I suoi versi mettono in risalto i luoghi dell’anima dove tutti noi possiamo condividere pensieri, sensazioni e momenti.“…c’erano ronzii della tua vita, parole delle tue strade. Ti ho parlato ancora, forse non capivi le mie parole diventate monche sei fuggito fra scorciatoie”. Nella prefazione, il fraterno amico dell’autrice, Antonio Zito ci introduce nella vera anima di questi versi laddove “stanno racchiuse le cose del cuore e della mente […], di ciò che appare e di ciò che è […], dell’amore che c’è, che non c’è e che ci potrebbe essere […], della vita e dei suoi tempi sino a morire, sino a ridere e piangere”. Nelle ultime poesie si denota un attaccamento alla vita e un desiderio di felicità quasi tangibile. Per questo è un libro che va riletto prima di abbandonarsi all’emozione. Ogni lettore potrà trovare qualcosa che gli appartiene.

Palma Civello è nata e vive a Palermo. Laureata in lettere classiche ha insegnato nelle scuole secondarie. Da qualche tempo si dedica con passione alla pittura, ancor più ama scrivere poesie e racconti. Nel gennaio 2008 ha pubblicato il libro di racconti “Volti e svolte al telefono” per la medesima casa editrice. Si è classificata ai primi posti in numerosi concorsi letterari nazionali per opere in poesia e in prosa. Ho liberato le parole è il suo primo libro di poesie.

Le Edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e a "Libera" di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".

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“Foto Senza cornici. Macchine fotografiche senza obiettivo”(Ed. La Zisa) di Lorenzo Avola


Recensione di Roberto Oddo

Sono istantanee, immagini non ancora inquadrate, che Lorenzo Avola propone nel suo “Foto senza cornici. Macchine fotografiche senza obiettivo”, edito da La Zisa (96 pp., 9,90 €). A farla da padrone è quel ‘senza’, che non vuol dire rifiuto: semmai, è implicito il valore di un ‘non ancora’ e, con esso, la domanda sulla direzione che prenderanno queste immagini nella sua vita. Lorenzo è giovanissimo, una volta si sarebbe detto classe 1988, sennonché non conosco persona a cui meno si confaccia una simile etichetta militare. Non che gli manchi la combattività: i suoi stessi versi, anzi, sembrano lottare contro le storture di un mondo che rigetta la militanza, a meno che non sia quella appuntata dalle medaglie di qualche eroe. Ma Lorenzo non si vede un eroe (Specchio, specchio delle mie brame) e vuole costruire un mondo di uomini e donne che s’impegnino per il mondo in cui credono, non martiri che diano nomi a strade attraversate da forme molteplici di ‘male di vivere’. Del resto, è proprio qui, in questi scatti per la via, che l’uomo Lorenzo diventa poeta. L’autore dichiara apertamente la difficoltà a sigillare i suoi versi con una formula che semplifichi l’esperienza e ne schiuda il significato: mi pare invece che, a lettura ultimata, l’originalità di questa poesia si apra al colpo d’occhio proprio nei titoli, nel progetto di un viaggio ancora aperto alle sue destinazioni, ma tutt’altro che privo di saldi orientamenti personali. L’autore sintetizza, in forme che matureranno con lui, questa vita in movimento (Autista della sais, Misilmeri, Etna in lontananza) e la rabbia che in molti proviamo rispetto a un mondo che non somiglia nemmeno alle promesse implicite di chi ci vuol bene. In queste cinquanta poesie convergono lo sbracciarsi del giovane sognatore e i momenti di stanca, in forma di versi nominali, senza un verbo a scardinarne l’apparente ineluttabile immobilità, quasi a prendere atto senza sconti di ciò a cui si deve reagire. La vena dialettica di Lorenzo nei confronti della vita si riversa in uno schema poetico libero, orientato al concetto, alla comunicazione con un lettore che si vuole partecipe e capace di immaginare le mille urgenti risposte che vi si pongono.