Palermo, 2 aprile 2011 – “Ho liberto le parole” è il titolo della silloge di poesie di Palama Civello, edito da La Zisa, che verrà presentata lunedì 4 aprile, alle ore 17, presso la Sala delle Capriate del Palazzo Steri (3° piano) di Palermo, in piazza Marina 61. Dopo il saluto del Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, interverranno Giovanni Villino, Antonio Zito e Davide Romano. Accompagnamento musicale a cura di Pietro Marchese (mandolino e mandola) e Nicola Marchese (chitarra). Sarà presente l’autrice.
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sabato 2 aprile 2011
Palermo 4 aprile, Presentazione della silloge di poesie “Ho liberato le parole” di Palma Civello (Ed. La Zisa)
Palermo, 2 aprile 2011 – “Ho liberto le parole” è il titolo della silloge di poesie di Palama Civello, edito da La Zisa, che verrà presentata lunedì 4 aprile, alle ore 17, presso la Sala delle Capriate del Palazzo Steri (3° piano) di Palermo, in piazza Marina 61. Dopo il saluto del Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, interverranno Giovanni Villino, Antonio Zito e Davide Romano. Accompagnamento musicale a cura di Pietro Marchese (mandolino e mandola) e Nicola Marchese (chitarra). Sarà presente l’autrice.
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mercoledì 9 marzo 2011
Arriva in libreria: Palma Civello, “Ho liberato le parole”, Pref. di Antonio Zito, Ed. la Zisa, pp. 144, euro 9,90

La solitudine, l’amicizia, la ricerca di sé sono soltanto alcuni dei temi espressi nel linguaggio poetico di Palma Civello, temi che appartengono e hanno toccato la vita di noi tutti e qui si fanno verso e ci catturano. Un modo per esternare, condividere, affrontare lo stato puro dei sentimenti. I suoi versi mettono in risalto i luoghi dell’anima dove tutti noi possiamo condividere pensieri, sensazioni e momenti.“…c’erano ronzii della tua vita, parole delle tue strade. Ti ho parlato ancora, forse non capivi le mie parole diventate monche sei fuggito fra scorciatoie”. Nella prefazione, il fraterno amico dell’autrice, Antonio Zito ci introduce nella vera anima di questi versi laddove “stanno racchiuse le cose del cuore e della mente […], di ciò che appare e di ciò che è […], dell’amore che c’è, che non c’è e che ci potrebbe essere […], della vita e dei suoi tempi sino a morire, sino a ridere e piangere”. Nelle ultime poesie si denota un attaccamento alla vita e un desiderio di felicità quasi tangibile. Per questo è un libro che va riletto prima di abbandonarsi all’emozione. Ogni lettore potrà trovare qualcosa che gli appartiene.
Palma Civello è nata e vive a Palermo. Laureata in lettere classiche ha insegnato nelle scuole secondarie. Da qualche tempo si dedica con passione alla pittura, ancor più ama scrivere poesie e racconti. Nel gennaio 2008 ha pubblicato il libro di racconti “Volti e svolte al telefono” per la medesima casa editrice. Si è classificata ai primi posti in numerosi concorsi letterari nazionali per opere in poesia e in prosa. Ho liberato le parole è il suo primo libro di poesie.
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e a "Libera" di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".
______________________________________
Ufficio stampa "Edizioni La Zisa"
Tel. +39 091 331104 - fax +39 091 6127870
cell. +39 328 4728708
e-mail: stampa@lazisa.it - www.lazisa.it
Blog; http://edizionilazisa.blogspot.com/
Palma Civello è nata e vive a Palermo. Laureata in lettere classiche ha insegnato nelle scuole secondarie. Da qualche tempo si dedica con passione alla pittura, ancor più ama scrivere poesie e racconti. Nel gennaio 2008 ha pubblicato il libro di racconti “Volti e svolte al telefono” per la medesima casa editrice. Si è classificata ai primi posti in numerosi concorsi letterari nazionali per opere in poesia e in prosa. Ho liberato le parole è il suo primo libro di poesie.
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e a "Libera" di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".
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“Foto Senza cornici. Macchine fotografiche senza obiettivo”(Ed. La Zisa) di Lorenzo Avola
Recensione di Roberto Oddo
Sono istantanee, immagini non ancora inquadrate, che Lorenzo Avola propone nel suo “Foto senza cornici. Macchine fotografiche senza obiettivo”, edito da La Zisa (96 pp., 9,90 €). A farla da padrone è quel ‘senza’, che non vuol dire rifiuto: semmai, è implicito il valore di un ‘non ancora’ e, con esso, la domanda sulla direzione che prenderanno queste immagini nella sua vita. Lorenzo è giovanissimo, una volta si sarebbe detto classe 1988, sennonché non conosco persona a cui meno si confaccia una simile etichetta militare. Non che gli manchi la combattività: i suoi stessi versi, anzi, sembrano lottare contro le storture di un mondo che rigetta la militanza, a meno che non sia quella appuntata dalle medaglie di qualche eroe. Ma Lorenzo non si vede un eroe (Specchio, specchio delle mie brame) e vuole costruire un mondo di uomini e donne che s’impegnino per il mondo in cui credono, non martiri che diano nomi a strade attraversate da forme molteplici di ‘male di vivere’. Del resto, è proprio qui, in questi scatti per la via, che l’uomo Lorenzo diventa poeta. L’autore dichiara apertamente la difficoltà a sigillare i suoi versi con una formula che semplifichi l’esperienza e ne schiuda il significato: mi pare invece che, a lettura ultimata, l’originalità di questa poesia si apra al colpo d’occhio proprio nei titoli, nel progetto di un viaggio ancora aperto alle sue destinazioni, ma tutt’altro che privo di saldi orientamenti personali. L’autore sintetizza, in forme che matureranno con lui, questa vita in movimento (Autista della sais, Misilmeri, Etna in lontananza) e la rabbia che in molti proviamo rispetto a un mondo che non somiglia nemmeno alle promesse implicite di chi ci vuol bene. In queste cinquanta poesie convergono lo sbracciarsi del giovane sognatore e i momenti di stanca, in forma di versi nominali, senza un verbo a scardinarne l’apparente ineluttabile immobilità, quasi a prendere atto senza sconti di ciò a cui si deve reagire. La vena dialettica di Lorenzo nei confronti della vita si riversa in uno schema poetico libero, orientato al concetto, alla comunicazione con un lettore che si vuole partecipe e capace di immaginare le mille urgenti risposte che vi si pongono.
Sono istantanee, immagini non ancora inquadrate, che Lorenzo Avola propone nel suo “Foto senza cornici. Macchine fotografiche senza obiettivo”, edito da La Zisa (96 pp., 9,90 €). A farla da padrone è quel ‘senza’, che non vuol dire rifiuto: semmai, è implicito il valore di un ‘non ancora’ e, con esso, la domanda sulla direzione che prenderanno queste immagini nella sua vita. Lorenzo è giovanissimo, una volta si sarebbe detto classe 1988, sennonché non conosco persona a cui meno si confaccia una simile etichetta militare. Non che gli manchi la combattività: i suoi stessi versi, anzi, sembrano lottare contro le storture di un mondo che rigetta la militanza, a meno che non sia quella appuntata dalle medaglie di qualche eroe. Ma Lorenzo non si vede un eroe (Specchio, specchio delle mie brame) e vuole costruire un mondo di uomini e donne che s’impegnino per il mondo in cui credono, non martiri che diano nomi a strade attraversate da forme molteplici di ‘male di vivere’. Del resto, è proprio qui, in questi scatti per la via, che l’uomo Lorenzo diventa poeta. L’autore dichiara apertamente la difficoltà a sigillare i suoi versi con una formula che semplifichi l’esperienza e ne schiuda il significato: mi pare invece che, a lettura ultimata, l’originalità di questa poesia si apra al colpo d’occhio proprio nei titoli, nel progetto di un viaggio ancora aperto alle sue destinazioni, ma tutt’altro che privo di saldi orientamenti personali. L’autore sintetizza, in forme che matureranno con lui, questa vita in movimento (Autista della sais, Misilmeri, Etna in lontananza) e la rabbia che in molti proviamo rispetto a un mondo che non somiglia nemmeno alle promesse implicite di chi ci vuol bene. In queste cinquanta poesie convergono lo sbracciarsi del giovane sognatore e i momenti di stanca, in forma di versi nominali, senza un verbo a scardinarne l’apparente ineluttabile immobilità, quasi a prendere atto senza sconti di ciò a cui si deve reagire. La vena dialettica di Lorenzo nei confronti della vita si riversa in uno schema poetico libero, orientato al concetto, alla comunicazione con un lettore che si vuole partecipe e capace di immaginare le mille urgenti risposte che vi si pongono.
martedì 23 novembre 2010
Palermo 25 nov., Presentazione della silloge poetica di Valentina Grazia Harè, “La luna per sempre”, La Zisa

Verrà presentata il 25 novembre, alle ore 19, all’interno dello spazio libreria dell’associazione culturale Arci Barcollo di via Ammiraglio Gravina 56, a Palermo, la silloge poetica di Valentina Grazia Harè, “La luna per sempre”, Edizioni La Zisa (pp. 64, euro 6,90). A parlarne con l’autrice sarà Ivano Sapienza, che ha curato anche la prefazione del volume. A seguire aperitivo rinforzato.
«Esiste una gloria del silenzio, un clamore silenzioso che si nutre dei ricordi di amori vissuti, esistono luoghi dell'anima dove è possibile respirare l'aura meravigliosa di sogni intrisi di foga e tenerezza, sogni capaci di abbracciare e riassumere in sé l'infinito, nel breve attimo dell'ispirazione poetica. La luna per sempre, di Valentina Grazia Harè, è il memoriale poetico di questa tenera esperienza arcana». (dalla Prefazione di Ivano Sapienza)
Valentina Grazia Harè è nata a Palermo dove vive e opera. Oltre alla poesia si dedica anche alla prosa e alla scrittura di opere teatrali. Frequenta assiduamente Il Cenacolo, dove legge le sue poesie, scrive per il bimestrale Il Bandolo e sulla rivista online La Recherche. Recita poesie su Arte e Cultura, programma dell'emittente palermitana Telesud. Tra i suoi amori vi sono la musica, i libri, gli amici, la scrittura, il volontariato, la sua stanza e… girare per la città in autobus!
giovedì 8 aprile 2010
INVITO - Palermo 10 aprile, Presentazione silloge poesie "Foto senza cornici" (Ed. La Zisa) di Lorenzo Avola
Le Edizioni La Zisa
hanno il piacere di invitare la S.V.
alla presentazione della silloge di poesie
"Foto senza cornici"
di Lorenzo Avola
che avrà luogo sabato 10 aprile, alle ore 19, presso il CENTRO SOCIO - CULTURALE "SANT'EUGENIO", salone della biblioteca parrocchiale di Villagrazia, a Palermo.
Interverranno: il presidente della III Circoscrizione, dott. Salvatore Adelfio; e il presidente dell'Associazione Socio-Culturale "Sant'Eugenio", dott. Rosario Marchese.
Modererà il giornalista Davide Romano.
Sarà presente l'autore
(…) “Lorenzo, si espone e si dona con quella generosità ottimista e affettuosa che riconosceranno non solo le persone che, a vario titolo e con vari ruoli, vivono e lavorano con lui, ma anche un lettore occasionale che si imbatta nelle sue cose, nelle sue visioni, nella sua amatissima terra. La generosità di chi apprezza il sacrificio e l'amore, ma lotta perché non ogni sacrificio e non tutto l'amore debbano sempre diventare ineluttabile martirio. E questo si chiama speranza”. (dalla Prefazione di Roberto Oddo)
Lorenzo Avola è nato e vive a Palermo dove sta conseguendo la laurea in lettere classiche. Nel 2007 ha vinto il premio speciale Le nuove voci della poesia del Premio internazionale “Nicola Mirto”. È attivo nel mondo del volontariato e organizza incontri a scopo educativo e formativo per il centro culturale “Sant’Eugenio” della sua città. Collabora con il sito internet www.cogitoetvolo.it per il quale si occupa prevalentemente di tematiche di bioetica ed attualità. Questo è il suo primo libro.
hanno il piacere di invitare la S.V.
alla presentazione della silloge di poesie
"Foto senza cornici"
di Lorenzo Avola
che avrà luogo sabato 10 aprile, alle ore 19, presso il CENTRO SOCIO - CULTURALE "SANT'EUGENIO", salone della biblioteca parrocchiale di Villagrazia, a Palermo.
Interverranno: il presidente della III Circoscrizione, dott. Salvatore Adelfio; e il presidente dell'Associazione Socio-Culturale "Sant'Eugenio", dott. Rosario Marchese.
Modererà il giornalista Davide Romano.
Sarà presente l'autore
(…) “Lorenzo, si espone e si dona con quella generosità ottimista e affettuosa che riconosceranno non solo le persone che, a vario titolo e con vari ruoli, vivono e lavorano con lui, ma anche un lettore occasionale che si imbatta nelle sue cose, nelle sue visioni, nella sua amatissima terra. La generosità di chi apprezza il sacrificio e l'amore, ma lotta perché non ogni sacrificio e non tutto l'amore debbano sempre diventare ineluttabile martirio. E questo si chiama speranza”. (dalla Prefazione di Roberto Oddo)
Lorenzo Avola è nato e vive a Palermo dove sta conseguendo la laurea in lettere classiche. Nel 2007 ha vinto il premio speciale Le nuove voci della poesia del Premio internazionale “Nicola Mirto”. È attivo nel mondo del volontariato e organizza incontri a scopo educativo e formativo per il centro culturale “Sant’Eugenio” della sua città. Collabora con il sito internet www.cogitoetvolo.it per il quale si occupa prevalentemente di tematiche di bioetica ed attualità. Questo è il suo primo libro.
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martedì 6 aprile 2010
“Il filosofo dell’amore” di Augusto Cavadi (Salvatore Battaglia, “ARMONIE”, La Zisa, pagine 122, euro 9,90)

“Repubblica - Palermo” 4.4.2010
Salvatore Battaglia, “ARMONIE”, La Zisa, pagine 122, euro 9,90
Ci sono componimenti letterari in cui la raffinatezza stilistica e l’accuratezza della tecnica tentano di celare una certa aridità sentimentale. Le poesie di Salvatore Battaglia, raccolte in Armonia, non corrono questo genere di rischio; anzi, al contrario, rivelano un’effervescenza emotiva e una sincerità spirituale così prepotenti da non apparire abbastanza distillate nell’alambicco dell’arte più smaliziata. Lo nota, con cautela diplomatica, Roberto Deidier nella sua dotta Prefazione: “la passione amorosa rappresenta qualcosa di pericoloso nella vita di un uomo, ma ancor più se quest’uomo fa ricorso, per parlarne, alle armi della poesia. Ecco, l’amore rischia di annoiare, così come la poesia rischia, a sua volta, di deprimerlo, di ridurlo ad altro, di stilizzarlo “. Lo nota pure, con lucidità solo apparentemente folle, Alda Merini in una pagina che suggella il florilegio: si rivolgano a Battaglia, “un buon filosofo dell’amore”, quanti vogliano - più che esplorare “la forza ossessiva della parola” (che è l’ambito proprio del poeta)- imparare che “ragionar d’amore apre la porta del Paradiso”. Insomma, ancora una volta ha ragione Stefania La Via: quanti siamo punti da vaghezza di mettere versi su una pagina dovremmo dedicare almeno altrettanto tempo a educarci l’orecchio con la grande lirica di ogni tempo. Non escluso il nostro.
lunedì 22 marzo 2010
Palermo 26 marzo, Presentazione silloge poesie "Foto senza cornici" (Ed. La Zisa) di Lorenzo Avola
La Casa Editrice “La Zisa”
ha il piacere di invitare la S.V.
alla presentazione della silloge di poesie
"Foto senza cornici"
di Lorenzo Avola
Che avrà luogo
venerdì 26 marzo 2010 ore 18.00
presso il Centro Scolastico “Altavilla” di Via Principe di Belmonte 105 , a Palermo
Introdurrà: Paolo Virone - Dirigente del Centro Scolastico “Altavilla”
Interverrà Roberto Oddo - Docente del Centro Scolastico “Altavilla”
Modererà: Davide Romano - Giornalista
ha il piacere di invitare la S.V.
alla presentazione della silloge di poesie
"Foto senza cornici"
di Lorenzo Avola
Che avrà luogo
venerdì 26 marzo 2010 ore 18.00
presso il Centro Scolastico “Altavilla” di Via Principe di Belmonte 105 , a Palermo
Introdurrà: Paolo Virone - Dirigente del Centro Scolastico “Altavilla”
Interverrà Roberto Oddo - Docente del Centro Scolastico “Altavilla”
Modererà: Davide Romano - Giornalista
(…) “Lorenzo, si espone e si dona con quella generosità ottimista e affettuosa che riconosceranno non solo le persone che, a vario titolo e con vari ruoli, vivono e lavorano con lui, ma anche un lettore occasionale che si imbatta nelle sue cose, nelle sue visioni, nella sua amatissima terra. La generosità di chi apprezza il sacrificio e l'amore, ma lotta perché non ogni sacrificio e non tutto l'amore debbano sempre diventare ineluttabile martirio. E questo si chiama speranza”. (dalla Prefazione di Roberto Oddo)
Lorenzo Avola è nato e vive a Palermo dove sta conseguendo la laurea in lettere classiche. Nel 2007 ha vinto il premio speciale Le nuove voci della poesia del Premio internazionale “Nicola Mirto”. È attivo nel mondo del volontariato e organizza incontri a scopo educativo e formativo per il centro culturale “Sant’Eugenio” della sua città. Collabora con il sito internet www.cogitoetvolo.it per il quale si occupa prevalentemente di tematiche di bioetica ed attualità. Questo è il suo primo libro.
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domenica 28 febbraio 2010
In libreria: Salvatore Battaglia, "Armonie" (Poesie), Edizioni La Zisa, pp.128 - euro 9,90
Prefazione di Roberto Deidier. Con una nota Alda Merini
Il linguaggio poetico di Salvatore Battaglia «è tutto improntato alla colloquialità: il poeta scrive in seconda persona, si rivolge incessantemente a un “tu”; ha bisogno dell’ “altro” perché il grumo delle proprie pulsioni affettive possa identificarsi in un oggetto preciso, nel nome di un personaggio, così come ha bisogno di quell’entità oltre lo spazio della pagina, che è il lettore. Per questo si ha l’impressione che il discorso amoroso si rivolga al contempo alla donna che ne è la controparte e a un invisibile pubblico: il racconto dell’amore non è autoreferenziale, non ricade su se stesso perché è segnato da altro, fin dal suo sgorgare» (dalla Prefazione di Roberto Deidier).
Il linguaggio poetico di Salvatore Battaglia «è tutto improntato alla colloquialità: il poeta scrive in seconda persona, si rivolge incessantemente a un “tu”; ha bisogno dell’ “altro” perché il grumo delle proprie pulsioni affettive possa identificarsi in un oggetto preciso, nel nome di un personaggio, così come ha bisogno di quell’entità oltre lo spazio della pagina, che è il lettore. Per questo si ha l’impressione che il discorso amoroso si rivolga al contempo alla donna che ne è la controparte e a un invisibile pubblico: il racconto dell’amore non è autoreferenziale, non ricade su se stesso perché è segnato da altro, fin dal suo sgorgare» (dalla Prefazione di Roberto Deidier).
Salvatore Battaglia, è nato e vive a Palermo. Presidente dell’ associazione culturale “Investimento e sviluppo (Inves)”, ha pubblicato, tra gli altri, i saggi: Comunità ecclesiale e società nella tradizione e nel rinnovamento (1981), In attesa della Seconda Repubblica. Sussurri e grida di ferragosto (1994), Da Berlusconi a Dini: passaggio per la Seconda Repubblica (1995) e le raccolte di poesie: Armonia a tre voci (1996), Storia romantica (1997), Sentimenti (1999), Ad una compagna comunista (2002) e Il canto della bellezza (2003).
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lunedì 26 ottobre 2009
Palermo 29 ottobre, Tommaso Romano presenta ANALISI di Francesco Galioto

Giovedì 29 ottobre 2009
ore 18:00 Auditorium RAI
viale Strasburgo 19 - Palermo
Il prof. Tommaso Romano presenta la silloge di poesie
ANALISI
(Ed. La Zisa - Palermo)
di Francesco Galioto
Modera il giornalista Davide Romano
E’ presente l’autore
Segue rinfresco
Queste liriche di Francesco Galioto possiedono, secondo il giudizio di Salvatore Rizzo, “una forza evocativa potente […], il cui distillato è una nostalgia non struggente, amara semmai, come di grandi e piccoli valori che si sono perduti e che si dispera di ritrovare. A volte, però, è come se risorgessero, almeno nello spasimo della memoria, come se, grazie a un’inattesa resipiscenza, trovassero nuovamente la forza di dichiararsi, di proclamare il proprio diritto di cittadinanza in una terra desolata che pare non conoscere più sentimenti né regole. C’è, in questa Analisi poetica di Francesco Galioto, in parte scovata per caso dal passato […] il leit-motiv del bilancio, attraverso una riflessione esistenziale o la semplice osservazione quotidiana, […] il raffronto severo, tra il fosco e il nuvoloso […] tra ieri e oggi, il grumo che lascia nell’anima una piccola sconfitta forse senza possibilità di rivincita […], lo smarrimento verso cui fa scivolare lentamente la consapevolezza di una rotta ormai difficile, se non impossibile, da correggere”.
Francesco Galioto (Palermo 1948), impiegato in una Azienda municipalizzata cittadina, pubblicista, vanta una lunga esperienza teatrale come autore, regista e attore in diverse compagnie filodrammatiche. Direttore responsabile del periodico “Arenella News”, ha pubblicato il volume Il presepe nella grotta, che trae spunto da alcune proprie scoperte archeologiche.
ore 18:00 Auditorium RAI
viale Strasburgo 19 - Palermo
Il prof. Tommaso Romano presenta la silloge di poesie
ANALISI
(Ed. La Zisa - Palermo)
di Francesco Galioto
Modera il giornalista Davide Romano
E’ presente l’autore
Segue rinfresco
Queste liriche di Francesco Galioto possiedono, secondo il giudizio di Salvatore Rizzo, “una forza evocativa potente […], il cui distillato è una nostalgia non struggente, amara semmai, come di grandi e piccoli valori che si sono perduti e che si dispera di ritrovare. A volte, però, è come se risorgessero, almeno nello spasimo della memoria, come se, grazie a un’inattesa resipiscenza, trovassero nuovamente la forza di dichiararsi, di proclamare il proprio diritto di cittadinanza in una terra desolata che pare non conoscere più sentimenti né regole. C’è, in questa Analisi poetica di Francesco Galioto, in parte scovata per caso dal passato […] il leit-motiv del bilancio, attraverso una riflessione esistenziale o la semplice osservazione quotidiana, […] il raffronto severo, tra il fosco e il nuvoloso […] tra ieri e oggi, il grumo che lascia nell’anima una piccola sconfitta forse senza possibilità di rivincita […], lo smarrimento verso cui fa scivolare lentamente la consapevolezza di una rotta ormai difficile, se non impossibile, da correggere”.
Francesco Galioto (Palermo 1948), impiegato in una Azienda municipalizzata cittadina, pubblicista, vanta una lunga esperienza teatrale come autore, regista e attore in diverse compagnie filodrammatiche. Direttore responsabile del periodico “Arenella News”, ha pubblicato il volume Il presepe nella grotta, che trae spunto da alcune proprie scoperte archeologiche.
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giovedì 27 agosto 2009
Maria La Corte, “Caste confessioni su presunti atti impuri. Poesie erotiche”, La Zisa-Palermo

Maria La Corte, “Caste confessioni su presunti atti impuri. Poesie erotiche”, La Zisa-Palermo, pp. 96, euro 9.90 (ISBN 978-88-95709-25-3)
Lussuria, furia, malinconia…
I versi proibiti di una ragazza dei nostri giorni…
“Caste confessioni su presunti atti impuri”, è una raccolta di stralci di vita, amore, passione e dolore. Un’opera disegnata a violente pennellate, dai toni contrastanti, che si rincorrono furiose tra le pagine, fondendosi e confondendosi, dando vita così ad un lirismo dal colore senza eguali: rosso intenso come l’amore, viola come il proibito, giallo come l’energia, grigio come l’attesa, nero come il dolore. Questo, l’arcobaleno di sensazioni che viene fuori dalle poesie di Maria La Corte: poesie scritte con lussuria e delicatezza, poesie di ardore e indugio, di furia e malinconia, poesie calde ma anche, a volte, così sapientemente raggelanti.
Maria La Corte è nata e vive a Palermo. Ha studiato pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Palermo dove ha conseguito la laurea. Nella vita, oltre dipingere e scrivere, ama leggere, fotografare e…
Lussuria, furia, malinconia…
I versi proibiti di una ragazza dei nostri giorni…
“Caste confessioni su presunti atti impuri”, è una raccolta di stralci di vita, amore, passione e dolore. Un’opera disegnata a violente pennellate, dai toni contrastanti, che si rincorrono furiose tra le pagine, fondendosi e confondendosi, dando vita così ad un lirismo dal colore senza eguali: rosso intenso come l’amore, viola come il proibito, giallo come l’energia, grigio come l’attesa, nero come il dolore. Questo, l’arcobaleno di sensazioni che viene fuori dalle poesie di Maria La Corte: poesie scritte con lussuria e delicatezza, poesie di ardore e indugio, di furia e malinconia, poesie calde ma anche, a volte, così sapientemente raggelanti.
Maria La Corte è nata e vive a Palermo. Ha studiato pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Palermo dove ha conseguito la laurea. Nella vita, oltre dipingere e scrivere, ama leggere, fotografare e…
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lunedì 24 agosto 2009
In libreria - Alessandrina De Rubeis, LA CITTÀ NEL CUORE, La Zisa, pp. 64 euro 10,00

Il libro: La «Città nel cuore» è una silloge di poesie dedicate alla città di Palermo e ad altre località limitrofe. Essa rappresenta il diario di tre diverse età della vita della protagonista, divisa tra il paese di origine, nel tessuto familiare, e la Sicilia, nella condizione di ospite della famiglia materna. I componimenti si suddividono in tre sezioni corrispondenti alla fanciullezza, all’adolescenza, alla maturità. Nella prima, che comprende nove poesie, sono evidenti esperienze ed emozioni del viaggio al Sud e della permanenza nella città di Palermo. Chiude la sezione la poesia Un amico vero che, insieme con Viaggio al Sud, parla del distacco forzato dagli affetti, dell’ansia per l’ignoto e della capacità di adattamento, propria dei bambini, anche alle situazioni di sofferenza. Significativi in tal senso sono i versi di Viaggio al Sud:I pensieri / si affollavano nella mente / come gli scompartimenti / di quel treno / a ogni stazione. E ancora: Bello il Sud / misterioso e profondo / come due occhi tristi. Negli ultimi versi di Un amico vero: Tenero piccolo ciuchino / solo il tuo era un ostinato bene si ha la proiezione dei sentimenti della bambina nell’amico ciuchino, entrambi accomunati dall’ostinazione nel ricercare affetto. Nella stessa poesia si ritrova anche l’esigenza di una situazione stabile che, tuttavia, svanisce ogni qualvolta gli adulti decidono il cambio di scena: le sirene emisero il canto / e fu per me tempo di ripartire. Nella sezione, contrassegnata da due eventi ben precisi, l’arrivo in città e la partenza da essa, si trovano poesie nelle quali sono descritti il tessuto sociale del tempo e il susseguirsi di figure rappresentative del luogo, insieme con le tradizioni, i costumi e i lavori dell’antico e popoloso quartiere dell’Albergheria, il cuore della città di Palermo.Su tutto e tutti si staglia la figura dello Zù Pe’, il nonno, nella sua umile condizione sociale che, ricevendo dalla nipote ammirazione e affetto, ritrova il riscatto personale e si prodiga nell’ insegnamento delle usanze e della lingua siciliana. La seconda sezione, che comprende diciassette poesie, inizia con Pallavicino 1957, dedicata alla compagna di banco che viene colpita dalla tragedia della sparizione del padre e del suo drammatico ritrovamento dopo lunghe ricerche. Il motivo della sofferenza, che accomuna le due compagne, raggiunge il suo apice quando nella famiglia della protagonista nasce l’ultimogenito. E ne Il dono dei morti, prendendo spunto dal regalo ricevuto, ma non desiderato, hanno libero sfogo la nostalgia per il paese lontano e il desiderio di ritornare a casa, desiderio che viene stroncato quando si convince che il posto da lei lasciato vuoto è stato rimpiazzato. Nei versi: – e origliò, trattenendo il respiro, ascoltò una nenia nuova e una culla / poi più nulla/ e decise di partire – c’è la determinazione a troncare col passato e a volersi stabilire definitivamente a Palermo.Tutta la sezione è dominata dalla città e dal magico intreccio di architetture, vegetazione e vissuto: dalle zone della Cattedrale e di Villa Bonanno, percorse ogni giorno a piedi per la frequentazione della scuola media, al monte Pellegrino, a Mondello, alla Favorita e al Villaggio Ruffini coi verdi e rigogliosi orti di Partanna. Sono questi gli anni delle Zàgare, delle gite estive nei luoghi suggestivi e storici della Sicilia, dello stare insieme con gli amici, delle lunghe passeggiate in bicicletta, della riflessione sui mali che affliggono la popolazione e sulle paure ad essi connesse. Nelle poesie Su Montelepre, Calatafimi 1960, Rossa Terra sono espressi i temi sociali, già evidenziati nella prima poesia della silloge, Viaggio al Sud. Solo dagli orti ancora d’oro può essere alimentata la speranza di vedere arrestata la cementificazione selvaggia e, con essa, l’illegalità. Palermo fortunatamente è anche altro e col suo fascino è divenuta ormai la sua città.Il passato, purtroppo, è in agguato e nella poesia La città nel cuore c’è come un presentimento: Quella città abitava il suo cuore / come una casa bifamiliare. Due famiglie! E quando, facendo appello ai propri diritti, quella d’origine impone il rientro definitivo a casa, i ritorni in Sicilia diventano sporadici e i soggiorni brevi. Nella terza sezione di dieci poesie, Il viaggio, uno degli ultimi, riaccende tutte le emozioni e lascia libero sfogo all’amore profondo che riesce a vedere nel mare il cielo, negli aranceti il sole: il cielo appare capovolto / sceso è anche il sole / e bacia la terra di Sicilia. E il sole, che in Villa Bonanno “giocava con lei a nascondino” e “la vedeva crescere tra luci e ombre”, è nuovamente suo complice nel bacio di entrambi alla terra che più amano. Molti affetti non sono più, ma dalle fotografie sulle tombe riaffiorano i ricordi, nitidi, indelebili. Il tempo non ha guarito le ferite dell’ennesimo distacco, sicché esse cercano rifugio tra gli oggetti antichi e polverosi di via Papireto, u Papiritu, il mercato delle pulci: essere una pulce per rimanere tra le cose di una volta protetta dal colore scuro / che sapientemente ripara / dalle aggressive tonalità del moderno.Nelle ultime poesie si percepiscono chiaramente la forza di un legame che non può avere mai fine e il desiderio di voler portare all’infinito colori, profumi e sapori di Sicilia.
L’autrice: Alessandrina De Rubeis ha pubblicato poesie in varie raccolte antologiche. Per l’Aletti Editore di Guidonia (Rm) è inserita in Antologia, vol. III, giugno 2003; Enciclopedia I Edizione, dicembre 2003; Antologia, giugno, luglio e dicembre 2004; Antologia, dicembre 2005. Per l’Associazione “Poesie tra le note” di Supino (Fr) è inserita nelle Raccolte tematiche della 2a-3a-4a- 5a Rassegna (2004, 2005, 2006, 2007). Per il Premio Nazionale di Poesia “Quadrifoglio” Città di Pontecorvo (Fr) è inserita nelle raccolte antologiche del 2004 e 2005. Per il Premio Internazionale di Poesia Riviera di Ulisse “Memorial Gennaro Sparagna” di Minturno (Lt) è inserita nelle Antologie delle poesie finaliste del 2006 e 2007. Ha vinto il 3° premio nel 2004 e il 1° premio nel 2005 partecipando al Concorso Poetico a tema per la Festa del Ss.mo Crocifisso di Isola del Liri (Fr). Ha ricevuto la “menzione speciale” nel I Concorso di Poesie “Isidoro Fogazzo e Giuseppe Grasso” indetto nel 2002 dalla U.T.E.E. e dal Liceo Scientifico Benedetto Croce di Palermo. Ha pubblicato articoli di storia sulla rivista di Storia del Lazio Meridionale “Studi Cassinati” e articoli su tradizioni e antichi mestieri sul periodico “Il Cronista” di Piedimonte San Germano (Fr). Per conto dell’Istituto di Storia del Risorgimento Italiano, Comitato Provinciale di Frosinone, ha pubblicato nel 2005 “Scuola e Istruzione in Valle di Comino nel XIX secolo”. Vive a San Donato Val di Comino (FR), dove insegna.
L’autrice: Alessandrina De Rubeis ha pubblicato poesie in varie raccolte antologiche. Per l’Aletti Editore di Guidonia (Rm) è inserita in Antologia, vol. III, giugno 2003; Enciclopedia I Edizione, dicembre 2003; Antologia, giugno, luglio e dicembre 2004; Antologia, dicembre 2005. Per l’Associazione “Poesie tra le note” di Supino (Fr) è inserita nelle Raccolte tematiche della 2a-3a-4a- 5a Rassegna (2004, 2005, 2006, 2007). Per il Premio Nazionale di Poesia “Quadrifoglio” Città di Pontecorvo (Fr) è inserita nelle raccolte antologiche del 2004 e 2005. Per il Premio Internazionale di Poesia Riviera di Ulisse “Memorial Gennaro Sparagna” di Minturno (Lt) è inserita nelle Antologie delle poesie finaliste del 2006 e 2007. Ha vinto il 3° premio nel 2004 e il 1° premio nel 2005 partecipando al Concorso Poetico a tema per la Festa del Ss.mo Crocifisso di Isola del Liri (Fr). Ha ricevuto la “menzione speciale” nel I Concorso di Poesie “Isidoro Fogazzo e Giuseppe Grasso” indetto nel 2002 dalla U.T.E.E. e dal Liceo Scientifico Benedetto Croce di Palermo. Ha pubblicato articoli di storia sulla rivista di Storia del Lazio Meridionale “Studi Cassinati” e articoli su tradizioni e antichi mestieri sul periodico “Il Cronista” di Piedimonte San Germano (Fr). Per conto dell’Istituto di Storia del Risorgimento Italiano, Comitato Provinciale di Frosinone, ha pubblicato nel 2005 “Scuola e Istruzione in Valle di Comino nel XIX secolo”. Vive a San Donato Val di Comino (FR), dove insegna.
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sabato 11 luglio 2009
Nicola Grato, DESERTO GIORNO, Ed. La Zisa, pp. 80 euro 9,90 - ISBN 978-88-95709-30-7

La poesia di Nicola Grato “pur sperimentando soluzioni estreme, del tempo e dello spazio, dei vuoti e dei pieni, – afferma Aurelio Sciortino nella Prefazione – affonda le radici in una tradizione primo novecentesca pur ammiccando a traguardi notevoli del secondo Novecento, attestando la lezione di endecasillabi e settenari che sfumano la materia e la sospendono in fluide apparizioni sonore. Poesia che svapora ma che intride di radici, ossimorico balenio del canto di un tempo senza tempo”.
Nicola Grato (Palermo 1975), docente di materie letterarie nelle scuole medie, autore teatrale per la “Compagnia Teatro del Baglio” di Villafrati (La spartenza, tratto dall’omonimo libro di Tommaso Bordonaro, 2005, e la trilogia ispirata al romanzo Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, 2007, 2008, 2009), ha pubblicato articoli e saggi sulla letteratura siciliana del Novecento e sul linguaggio delle scritture di emigrazione.
giovedì 9 luglio 2009
Hanno scritto poesie immortali, cantato con voci capaci di entrare nell'anima, plasmato opere mozzafiato ma, finito l'attimo creativo, eccole a combat
Hanno scritto poesie immortali, cantato con voci capaci di entrare nell'anima, plasmato opere mozzafiato ma, finito l'attimo creativo, eccole a combattere con un male oscuro che, divorandole in silenzio, come una lenta marea le ha portate lontane dal loro mondo di successo, alla deriva in un oblio di tristezza e solitudine.
E' una storia amara, ma così intensa, vera, quella che Marco Innocenti nella sua ultima opera affronta con la serenità di dover raccontare la vita di ventitré Donne – sì, con la D maiuscola – dai percorsi artistici eccezionali, tumultuosi e per questo non replicabili nella loro implacabilità.
Che tristezza dovere vedere oggi fotografie rubate in bagni "pubblici" da ragazze in cerca di notorietà quando, per citare una delle protagoniste del libro, di Nancy Cunard, l'ereditiera operaia, Neruda ne celebrava "gli splendidi occhi blu", Beckett ne esaltava la personalità, Janet Flanner la definiva "una delle più grande poetesse inglesi". Non basta? Hemingway la affrontava a tennis e Joyce la bombardava di telefonate.
Muse idolatrate, seduttrici senza limiti, amanti maltrattate e comunque bombe a orologeria di sentimenti e di carattere, come la bella e dannata Zelda Fitzgerald o le scrittrici Virginia Woolf e Françoise Sagan. E poi, così a ruota libera, Marilyn Monroe, Silvano Mangano, Margaux Hemingway, Billie Holiday.
Storie incredibili, amori folli, affascinanti inquietudini, da vivere pagina dopo pagina, spesso con l'istinto di lanciare alle protagoniste l'allarme di quello che ineluttabilmente sta per accadere, ma che vorresti comunque cambiare.
Strano, sembra proprio la vita.
La malattia chiamata DONNA – Erano belle, famose e depresse
Marco Innocenti, Mursia, Milano 2009, pagg.219, 17 euro
E' una storia amara, ma così intensa, vera, quella che Marco Innocenti nella sua ultima opera affronta con la serenità di dover raccontare la vita di ventitré Donne – sì, con la D maiuscola – dai percorsi artistici eccezionali, tumultuosi e per questo non replicabili nella loro implacabilità.
Che tristezza dovere vedere oggi fotografie rubate in bagni "pubblici" da ragazze in cerca di notorietà quando, per citare una delle protagoniste del libro, di Nancy Cunard, l'ereditiera operaia, Neruda ne celebrava "gli splendidi occhi blu", Beckett ne esaltava la personalità, Janet Flanner la definiva "una delle più grande poetesse inglesi". Non basta? Hemingway la affrontava a tennis e Joyce la bombardava di telefonate.
Muse idolatrate, seduttrici senza limiti, amanti maltrattate e comunque bombe a orologeria di sentimenti e di carattere, come la bella e dannata Zelda Fitzgerald o le scrittrici Virginia Woolf e Françoise Sagan. E poi, così a ruota libera, Marilyn Monroe, Silvano Mangano, Margaux Hemingway, Billie Holiday.
Storie incredibili, amori folli, affascinanti inquietudini, da vivere pagina dopo pagina, spesso con l'istinto di lanciare alle protagoniste l'allarme di quello che ineluttabilmente sta per accadere, ma che vorresti comunque cambiare.
Strano, sembra proprio la vita.
La malattia chiamata DONNA – Erano belle, famose e depresse
Marco Innocenti, Mursia, Milano 2009, pagg.219, 17 euro
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