Visualizzazione post con etichetta Davide Romano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Davide Romano. Mostra tutti i post

venerdì 6 giugno 2014

Palermo 10 giugno, Si presenta “La radice del baobab” di Alfio Gennaro (Ed. la Zisa)



“La radice del baobab” è il titolo del volume di Alfio Gennaro, dell’associazione Medici senza Frontiere, e pubblicato dalle edizioni La Zisa, che verrà presentato martedì 10 gennaio, alle ore 17 e 30, presso la bottega "I Sapori ed i Saperi della Legalità" di piazza Castelnuovo 13, a Palermo. Interverranno, oltre all’autore, Sino Mazza e Davide Romano.

Il libro: Alfio Gennaro, “La radice del baobab”, Prefazione di Sino Mazza, Edizioni La Zisa, pp. 128 con illustrazioni, euro 12,00

«Mi ha spinto a scrivere il bisogno di comunicare le emozioni che tante volte, nei giorni trascorsi in Africa, mi hanno scosso l’animo, nel bene e nel male. Sensazioni difficilmente esprimibili sulla carta, ma sicuramente scolpite nel cuore di chi, almeno una volta, si è trovato in quelle terre lontane. Ho sentito il bisogno di quei tanti uomini, neri o bianchi che siano, conosciuti nel mio vagabondare sulle piste africane, uomini e naturalmente anche donne, che hanno dedicato interamente la loro vita a questa terra che quasi sempre li ha ripagati offrendo loro il fascino dei suoi “ritmi d’amore”. Ricorderò proprio questi uomini e le situazioni in cui li ho conosciuti, ma principalmente cercherò di capire io stesso, mentre ve ne parlo, il segno che hanno lasciato nel mio animo. Cercherò di scoprirlo insieme a voi...».


Alfio Gennaro, 1944, palermitano, medico specialista ginecologo, esperto di etnoantropologia africana e medicina tropicale, da oltre 28 anni viaggia in Africa nelle regioni più remote venendo a contatto con le tribù più primitive. Ha collaborato con il Touring Club Italiano e il Touring Club Suisse rispettivamente per l’aggiornamento di “Africa facile e no” e “Transafrique”. In occasione della Medivacanze 1984 ha allestito una mostra etnologica e presentato alcuni documentari cinematografici di suoi viaggi africani, sponsor la British Leyland. Presso il Laboratorio d’If in collaborazione con Lega Ambiente e Cooperazione Internazionale Sud Sud ha presentato i cortometraggi L’inquinamento del fiume Athi e L’Occidente inquina l’Africa (Kenia 1987). Da nove anni si occupa quasi esclusivamente delle tradizioni e dei popoli dell’Etiopia su cui sta realizzando dei cortometraggi. Su una sua spedizione nella valle del fiume Omo Bottego (Etiopia meridionale – confine Sudan) è stato recentemente pubblicato un libro (Father, Abba, Padre, Gaefra Editore). Dal 2006 lavora e vive stabilmente in Africa (Etiopia, Nigeria). Attualmente fa parte di Medici Senza Frontiere.

mercoledì 28 maggio 2014

La storica “Libreria forense” di Palermo diviene libreria fiduciaria delle Edizioni La Zisa



Palermo, 28 maggio 2014 – Una libreria con una storia antica e prestigiosa, nota in tutta la città e soprattutto ai numerosi studenti delle facoltà di Giurisprudenza e di Architettura che nel frattempo sono magari divenuti affermati professionisti o docenti delle stesse facoltà.
Ma anche un luogo dove poter scambiare due chiacchiere, fra una lezione a l’altra, con i coniugi Valenti, sempre disponibili ad ascoltare e a dare consigli, anche bibliografici, con la competenza e la passione dei librai di un tempo.
Per tutti questi motivi, la “Libreria forense” di Renato Valenti, situata nel cuore del centro storico della città, in via Maqueda n. 185, è ormai un’istituzione e un baluardo contro l’avanzata delle librerie di catena, che assomigliano sempre più a dei supermercati, e la  crisi di quelle indipendenti, ormai decimate anche dall’attuale e prolungata situazione economica.
Oggi questa oasi di cultura stringe un accordo commerciale particolare con le Edizioni La Zisa, presenti in città da più di 25 anni, e diviene una “libreria fiduciaria” dell’editore siciliano.

 “Stiamo stringendo accordi di questo tipo - spiega Davide Romano, direttore editoriale della Zisa - con numerose librerie storiche indipendenti del Paese per rafforzare la nostra rete di distribuzione e, quindi, anche la presenza dei nostri numerosi titoli, ad oggi più di trecento, sui loro scaffali. Ma è anche un modo per resistere alla crisi, che ha colpito duramente il settore, e allo strapotere dei grandi gruppi editoriali e delle librerie di catena che stanno costringendo alla chiusura editori e librai indipendenti”. 

lunedì 5 marzo 2012

“Inganno padano”, il libro che fa arrabbiare la Lega Nord!


IL CARROCCIO NUOVO SCONTRO A DISTANZA TRA L' EX CAPOGRUPPO, CHE VOLEVA IL LEADER IDV ALLA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO, E L' EX MINISTRO

Reguzzoni invita Di Pietro. Maroni: lontani da chi insulta

La replica L' ex capogruppo: «L' ho invitato perché è un simbolo di Milano»

MILANO - Non tira una bella aria, tra Lega e Idv, negli ultimi tempi. A innescare la polemica, la presentazione a Lucca di un libro sul Carroccio, “Inganno Padano - La vera storia della Lega Nord”. Nel corso della serata molti dei relatori, tra i quali il capogruppo idv alla Camera Massimo Donadi, usano parole forti contro la Lega. Addirittura paragoni delle camicie verdi con il fascismo... In poche ore scoppia un caso interno al Carroccio. E parte un «editto» anti-Idv: «Mai più uno di loro a un nostro incontro», ha detto Gianni Fava, commissario nazionale della Lega in Toscana. Contemporaneamente, si apre anche una nuova polemica a distanza tra i due «nemici» Marco Reguzzoni e Roberto Maroni. L' ex capogruppo della Lega alla Camera, infatti, aveva già invitato non un idv qualunque, ma il leader nazionale, Antonio Di Pietro, alla presentazione del suo libro, Gente del Nord. L' avventura della Lega vissuta dall' interno , che si terrà domani mattina a Milano, al Circolo della stampa. Invito partito molto prima, e rivolto anche a Vittorio Feltri e Gabriele Albertini. Tra l' altro il leader idv probabilmente non potrà essere presente, visto che ieri è finito in ospedale per una vertebra fratturata e ne avrà per parecchi giorni. Eppure, nonostante questo, la polemica è ugualmente montata nel Carroccio. Lo stesso Fava, saputo del libro di Reguzzoni, è caduto dalle nuvole: «Mi auguro che non sia vero perché sarebbe gravissimo». E Roberto Maroni, che con Reguzzoni ha un conto ancora aperto, ha postato sul suo profilo Facebook questo commento: «Di Pietro e il suo partito insultano quotidianamente la Lega. Gli attacchi di Di Pietro mi lasciano del tutto indifferente, ma da gente che definisce la Lega "un movimento neonazista" è meglio star lontani». Poi, tra i commenti, quello di Maurizio Ghezzi: «E come mai viene invitato da Reguzzoni alla presentazione di un suo libro?». Risposta di Giorgia La Flo: «Bella domanda...». Reguzzoni, però, non ci sta ad alimentare il tormentone: «Una roba postata alle otto di sera su una questione contro l' Idv è già singolare di per sé... Per quanto mi riguarda Di Pietro l' ho invitato semplicemente perché nel libro parlo della storia della Lega a Milano. E chi più di lui, di Albertini e di Feltri, rappresenta la Milano degli ultimi 20 anni? Certo non potevo far venire gente della Lega... Avrebbe significato parlarsi addosso. Tutta la storia mi sembra pretestuosa». E anche Massimo Donadi prende le distanze: «Siamo di fronte ad aria fritta. Di Pietro era stato invitato a presentare un libro, io a presentarne un altro... Non ci sono mai stati rapporti tra noi e la Lega. Non è che adesso perché siamo entrambi critici con Monti sia nato un idillio. Le posizioni restano quelle di sempre». Frenda Angela (4 marzo 2012) - Corriere della Sera

Il libro della discordia che la Lega non vorrebbe mai farvi leggere: Fabio Bonasera, Davide Romano, “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, Prefazione di Furio Colombo, pp. 176, euro 14,90 (ISBN: 978-88-95709-77-2)

3a ristampa

Da oltre vent'anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d'ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all'inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere.

Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare a Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.

Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni nell'ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l'altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007).

martedì 8 novembre 2011

Sabato 12 novembre alle 17.30 presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze presentazione del libro "Inganno Padano - La vera storia della Lega Nord"


INVITO - Sabato 12 novembre alle 17.30 presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze presentazione del libro "Inganno Padano - La vera storia della Lega Nord" (Ed. La Zisa)

Care amiche, cari amici,
abbiamo il piacere di invitarvi, sabato 12 novembre alle 17.30 presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze, alla presentazione del libro "Inganno Padano - La vera storia della Lega Nord" (Ed. La Zisa). Il libro, come si legge nella quarta di copertina, racconta "alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all'inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere".
Interverranno, oltre agli autori Fabio Bonasera e Davide Romano, il nostro Capogruppo alla Camera dei Deputati, Massimo Donadi, la Consigliera regionale Idv Maria Luisa Chincarini, il giornalista de La7 David Parenzo e il giornalista di Controradio Domenico Guarino.
Al termine della presentazione, è previsto un aperi-cena presso la caffetteria della Biblioteca delle Oblate, via dell'Oriuolo 26, a Firenze.
Si prega di dare conferma della partecipazione alla Segreteria regionale (055 55 35 056 - eventi.toscana@italiadeivalori.it).
Vi aspettiamo numerosi! Passate parola!
Daniela Sgambellone
Responsabile Comunicazione Idv Toscana

Ufficio stampa "Edizioni La Zisa"
e-mail: stampa@lazisa.it
sito web: www.lazisa.it
Blog: http://edizionilazisa.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Casa-Editrice-La-Zisa/232587155354
http://twitter.com/#!/La_Zisa

lunedì 31 ottobre 2011

Palermo 11 novembre, si presenta il romanzo di Sergio Siragusa “La mia vita incasinata” (Ed. La Zisa)


La S.V. è invitata alla presentazione del romanzo “La mia vita incasinata” di Sergio Siragusa (Ed. La Zisa) che avrà luogo venerdì 11 novembre, alle ore 18:00, presso la libreria Garibaldi in via Alessandro Paternostro 46 (angolo piazza Cattolica 1), a Palermo. Interverranno: Chiara Pane e Davide Romano. Sarà presente l’autore.

IL LIBRO: Sergio Siragusa “La mia vita incasinata”, Edizioni La Zisa, pagg. 240, euro 15,90

Cosa succede se si prova a far fuori un carabiniere ad un posto di blocco? È quanto accade a Matteo Landi, disegnatore pubblicitario di mezza età, che, ricercato per tentato omicidio, inaugura una vorticosa fuga in giro per il mondo con una nuova identità. Divenuto Joe Castiglione, consacra i propri giorni all’imprevedibilità degli eventi, coltivando quotidianamente l’espediente e lasciandosi coinvolgere in una girandola di incontri ed esperienze. Camaleontico e irruento, il novello Joe è abituato ad affrontare tutto con spirito machiavellico e un velo di cinismo. Ma i guai non sono finiti: costretto a cambiare nome una seconda volta per essersi cacciato nuovamente in un brutto affare, il protagonista – che ora veste i panni di Samuel Shamiso – giunge infine in Israele, dove sembra porre fine alle proprie peregrinazioni. Siragusa scardina il tradizionale motivo del viaggio come recupero delle proprie radici e ricerca dell’identità. Il personaggio del romanzo, infatti, allontanatosi inesorabilmente dalla sua terra d’origine, assiste alla molteplice frammentazione di sé. Marvin Landi, Joe Castiglione, Samuel Shamiso: tre vite, una sola persona.

Sergio Siragusa nasce a Palermo nel 1934. Dopo la laurea in Giurisprudenza decide di dedicarsi allo studio delle pietre preziose. Consegue il diploma di gemmologo ed esercita quest’attività tra l’Italia e gli Stati Uniti, dove lavora anche come rappresentante di orologi. Da quando è in pensione si dedica a scrivere e a dipingere. “La mia vita incasinata” è il suo romanzo d’esordio.

Ufficio stampa "Edizioni La Zisa"

E-mail: stampa@lazisa.it; sito web: www.lazisa.it

Blog: http://edizionilazisa.blogspot.com/

lunedì 4 luglio 2011

“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Lega Nord…” di Chiara Pane




“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Lega Nord, e che nessuno vi ha mai racconto, adesso ve lo svelano, con un libro, due giornalisti siciliani” di Chiara Pane

Recensione del volume di Fabio Bonasera e Davide Romano, “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 14,90, 2° ristampa

Negli ultimi anni la Lega Nord ha registrato una considerevole crescita dei consensi, spopolando nelle varie tornate elettorali e arrivando persino a essere il primo partito in regioni come il Veneto, dove il 35 per cento dei votanti ha scelto il verde Sole delle Alpi, che, al momento, pare non temere eclissi. La vetrina del partito fondato dal Senatùr è variopinta: tutti ne conoscono i protagonisti quasi mai moderati, gli slogan chiassosi, le idee portanti e la simbologia eccessiva, che campeggiano su giornali, tv e siti internet. Ma quali sono le sue zone d’ombra? Quali le dinamiche non proprio cristalline, i paradossi torbidi, i retroscena talvolta inquietanti di chi da anni è ormai saldamente strutturato alla guida del paese? Da questi interrogativi nasce Inganno padano. La vera storia della Lega Nord, di Fabio Bonasera e Davide Romano (La Zisa, 176 pagine, 14,90 euro). Secondo la tesi degli autori, entrambi giornalisti, non si tratta sic et simpliciter dell’ennesimo esempio di politica italiana che non brilla per coerenza, virtù e integrità morale. Nel caso della Lega Nord la questione è più complessa, e merita pertanto di essere sviscerata e analizzata a fondo.
Partendo dalla preziosa prefazione di Furio Colombo – che centra immediatamente uno dei grandi e attuali paradossi italiani, “Un partito secessionista al governo è un fatto unico” – il libro si serve di documenti e interviste per ricostruire la storia del Caroccio, dagli inizi fino ai giorni nostri. Illuminanti le testimonianze di chi nella Lega ha militato per anni, riconoscendosi negli ideali e nei programmi sbandierati dal primo Bossi, per poi restare inevitabilmente deluso dalle contraddizioni e dal tradimento sistematico di tutti quei valori di cui all’inizio il partito si fregiava. Le parole di Gianfranco Biolzi, Fabrizio Comencini ed Ettore Beggiato – tutti “delusi” ex leghisti, cacciati o allontanatisi volontariamente – svelano molti aspetti del grande inganno, alla base del quale c’è lo strano status del partito, e cioè quello di essere al contempo Lega di lotta e Lega di governo, Lega che urla “Roma ladrona” e che allo stesso tempo siede gli scranni del Parlamento, percependo per questo più che lauti stipendi e godendo di tutti i privilegi che derivano dalla diretta gestione del potere. Quella Lega il cui leader, Umberto Bossi, offende più volte pubblicamente il tricolore – e per questo viene condannato per reato di vilipendio alla bandiera italiana –, ideologizza i propri programmi nel fantomatico tormentone della secessione e malgrado ciò dal ’94 giura fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica italiana, che, vale la pena di ricordarlo, è una e indivisibile.
A ogni pagina si scopre un passo della danza trasformista della Lega, che con toni eclatanti, propri del suo stile, attraversa obliquamente lo scenario politico, afferma di tutto e dopo un secondo fa l’esatto contrario, lancia accuse violente agli stessi personaggi politici con cui stringe coalizioni necessarie. Come nel caso del controverso rapporto con Berlusconi, prima alleato durante il primo governo nel ’94, in seguito vittima del celebre ribaltone – cui seguono le accuse di collusione con la mafia dalle pagine del quotidiano La Padania, – e infine nuovamente alleato, non certo per affinità ideologiche e di programmi, quanto per la solita, imperante logica del do ut des: Bossi assicura l’appoggio del suo partito e Berlusconi ripiana i debiti di una Lega, è il caso di dirlo, al verde, che vede minacciata la sopravvivenza dei propri media (giornali, tv, radio e affini) e non può permettersi l’acquisto di alcuni prestigiosi palazzi da utilizzare come sedi di partito. Il tempo per restituirsi i favori, poi, c’è sempre: nel 1998 la Lega vota compatta contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cesare Previti – tradendo così anni di politica giustizialista – e in seguito Forza Italia ricambia votando contro l’autorizzazione a procedere per il Senatùr, cui viene contestato il reato di istigazione a delinquere per affermazioni contro An durante un comizio. Le dinamiche permangono uguali tuttora, in nome di un potere che, bene o male, permette di accontentare tutti: e così se Bossi fa la voce grossa, il Cavaliere apporta qualche modifica ai programmi per non urtarlo troppo e assicurarsi così il sostegno soprattutto in fatto di temi legati alla giustizia, e i leghisti dal canto loro, sebbene dalle valli padane annuncino battaglie a periodi alterni, una volta giunti a Roma accettano parecchi compromessi per portare a casa il tanto declamato federalismo.
Nell’accurata ricostruzione dei due autori siciliani, quindi, il partito delle Camicie Verdi ha assunto tutte le brutture e i vizi che contestava alla Prima Repubblica. In fatto di nepotismo, ad esempio, i leghisti non sono secondi a nessuno, sebbene inizialmente si proclamassero rivoluzionari (non va dimenticato che Bossi viene politicamente svezzato dal Partito di unità proletaria per il comunismo, mentre Maroni esordisce da “compagno” nelle file di Democrazia Proletaria) rispetto a certe logiche. Dunque, eccolo lì, il Trota, bocciato all’esame di maturità per ben tre volte: il curioso caso di un genio incompreso da tutti tranne che da papà Umberto. Il quale, invece di procurare al figlio dei libri semplici, “ad usum Troti” insomma, fa ricorso al Tar e lancia una campagna di demonizzazione contro gli insegnanti del Sud, colpevoli di martoriare gli studenti del Nord, dimenticando per un attimo di essere sposato con Manuela Marrone, maestra di origini siciliane. Il talento (ben nascosto) di Renzo Bossi viene infine premiato, e il Trota a 21 anni e 6 mesi diventa il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia: un incarico prestigioso e ben remunerato, degno del curriculum dell’ultimo arrivato a bordo del Carroccio. Ma anche il resto della dinastia Bossi si è istituzionalizzata: Franco e Riccardo Bossi, fratello e figlio primogenito del Senatùr, sono portaborse rispettivamente degli europarlamentari leghisti Matteo Salvini e Francesco Speroni, con uno stipendio che si aggira attorno ai dodicimila euro. Infine, per citare un ulteriore caso di clientelismo leghista, già certificato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ne La Casta, e approfondito da Bonasera e Romano, va segnalato lo scambio di coppia – professionale, s’intende – operato nel 2001 da Maurizio Balocchi e Edouard Ballaman, all’epoca rispettivamente sottosegretario agli Interni e questore della Camera. I due, infatti, ordiscono un giochetto familiare semplice: il primo, Balocchi, coopta come collaboratrice Tiziana Vivian, ai tempi moglie di Ballaman, mentre quest’ultimo dopo pochi giorni assume a Montecitorio Laura Pace, compagna di Balocchi. Mogli e buoi…
L’impalcatura dell’inganno padano, come si evince dal volume, è complessa e ben costruita, frutto di un paziente e lungo lavoro da parte di tutti i membri. Gli intenti moralizzatori dei bossiani che additavano gli sprechi di “Roma ladrona” e accusavano gli altri di usare impropriamente il denaro pubblico per assecondare interessi, privilegi e vezzi propri, crollano impietosamente di fronte a quanto documentato nelle pagine del libro, dove vengono sciorinati esempi di “Quello che un leghista coerente non dovrebbe fare”. Così apprendiamo che è buona abitudine da parte di parecchi neosindaci della Lega (ne sono un esempio quelli di San Donà di Piave, Asolo, Bussolengo e Cornuda) aumentarsi o addirittura raddoppiarsi lo stipendio non appena s’insedia la propria giunta. Per non parlare della passione per il vetro di Murano coltivata da Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia e sindaco di San Donà di Piave, passione che la spinge a spendere 27mila euro versati dai contribuenti per due lampadari da piazzare nelle sue due sedi di lavoro. E anche quando i propositi sono buoni, i risultati hanno risvolti grotteschi: il già citato Ballaman, presidente del consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, nell’aprile 2010 adotta l’oculata decisione di rinunciare all’auto blu e all’autista, facendo risparmiare, all’apparenza, un po’ di denaro pubblico. Tuttavia, la Regione non solo gli elargisce 1.740 euro al mese per il noleggio di un’auto privata, ma riserva un rimborso di 3.210 euro mensili a tutti i consiglieri provinciali privi di autista. Peccato, le premesse per dare un buon esempio c’erano tutte. Ma, come sostengono i due autori, “La verità è che i tagli, alla Lega Nord, piacciono quando non riguardano il proprio portafogli”, e difatti, in barba alla crisi economica in cui versa il nostro Paese, Bossi e i suoi appoggiano la creazione di un quarto ministero per il federalismo – oltre a quello delle Riforme per il federalismo di Bossi, della Semplificazione normativa di Calderoli e degli Affari regionali di Fitto –, da affidare ad Aldo Brancher, che il 18 giugno 2010 diventa ministro per l’Attuazione del federalismo. Due giorni dopo, il 20 giugno, il Senatùr dal palco del raduno di Pontida precisa: “C’è un solo ministro per il federalismo e sono io”. Evidentemente, quello dei leghisti è solo un modo per combattere attivamente la disoccupazione.
E a proposito di federalismo, ancora una volta accorta e caustica è la critica degli autori, i quali, oltre ad analizzare la retorica che ruota intorno al più ambito obbiettivo dei leghisti protetti dall’ala del Cavaliere, analizzano i motivi per cui negli ultimi dieci anni, sette dei quali al governo, non si sia arrivati ad attuare quello che un tempo veniva chiamato devolution. Emerge dall’inchiesta che si tratta di un meccanismo estremamente complesso e delicato da far funzionare, peraltro con venti Regioni all’appello e, soprattutto, con una copertura finanziaria assolutamente inadeguata. E anche se Bossi tutto questo lo sa benissimo, il suo atteggiamento pubblico è quello di far credere che le colpe e le inefficienze sono sempre altrui: tale stasi perpetua la legittimazione del ruolo della Lega in seno alla politica italiana e permette al Senatùr di avere sempre l’ultima parola su tutto. Con buona pace degli elettori fedeli e federalisti.
Molti altri sono i temi trattati nel volume, che registra una seconda ristampa dopo appena una settimana dalla pubblicazione. La fenomenologia leghista riserva lati oscuri e scheletri nell’armadio volutamente taciuti in nome di una discontinua moderazione che si confà a un partito al governo. Nulla sfugge ai due navigati giornalisti: la pericolosa persecuzione dell’alterità – l’infestante slogan “tolleranza zero” ne è la quintessenza – che si declina nella xenofobia, nell’omofobia, nell’antimeridionalismo e nella lotta all’immigrazione, con la conseguente e non troppo velata convinzione che la “razza padana” sia la migliore; l’allarmante vicinanza di alcuni esponenti leghisti con il movimento lefebvriano che, com’è noto, è risoluto negazionista della Shoa; la simpatia di soggetti come Mario Borghezio nei confronti di vari gruppi dell’estrema destra extraparlamentare europea in odor di fascismi; l’imbarazzante pochezza politica di certuni, come Roberto Calderoli – l’uomo dal guardaroba irrispettoso che afferma “Sì ai campanili, no ai minareti” –, che il 15 marzo 2006 su Canale 5 senza mezzi termini definisce una “porcata” la legge elettorale da lui stesso firmata; le innumerevoli uscite infelici di Bossi e dei suoi accoliti durante le carnascialesche manifestazioni leghiste, in cui tanti, troppi di questi individui appaiono come la caricatura d’un cancro politico. Eppure ci governano e intascano i nostri soldi: il bel Paese è anche questo. Per ciò è importante leggere Inganno padano, un prezioso e dettagliato documento molto più che dietrologo sulla Lega Nord, che ne svela aspetti ignoti e ne ribadisce e approfondisce altri noti, frutto di un accurato studio da parte di Bonasera e Romano, che dalle pagine del volume sembrano sussurrare ai loro lettori “Poi non dite che non ve l’avevamo detto”.

mercoledì 22 giugno 2011

Palermo 24 giugno, Si presenta il poliziesco di Rosario U. Andreanò “Coraggio di coscienza” (Ed. La Zisa)



Palermo, 23 giugno 2011 - Venerdì 24 giugno 2011, alle ore 16,30, presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi di piazza Niscemi 1, a Palermo, si presenta il romanzo di Rosario U. Andreanò “Coraggio di coscienza” (Ed. La Zisa). Intervengono: Ivan D’Anna; Sabina Perrone e Davide Romano. E’ stato invitato il Questore della Città di Palermo, il dott. Nicola Zito. Sarà presente l’autore.

Il libro: Rosario U. Andreanò, “Coraggio di coscienza”, Ed. La Zisa, pagg. 208, euro 16 (ISBN: 978-88-95709-91-8)

L’ispettore Umberto Andrani muore in circostanze misteriose precipitando con la propria auto dal viadotto di una strada provinciale vicino Palermo. Il vicecommissario Fornari intuisce che la sua morte non è da ascrivere ad un banale incidente, probabilmente è legata a misteriosi motivi che fanno capo all’ultima indagine seguita dal collega.
Gli eventi si succedono con un ritmo incalzante coinvolgendo anche altri settori della Polizia. L’inchiesta comincia a svelare i suoi veri contorni, abbandonando la provincia palermitana, verso circostanze che comprometteranno, in breve tempo, la sicurezza nazionale.
Coraggio di coscienza è un appassionante romanzo poliziesco caratterizzato da un mosaico narrativo verosimile che seduce il lettore fornendogli, in ciascun capitolo e in maniera dettagliata, gli indizi necessari a renderlo protagonista dell’investigazione. Andreanò ci regala un’opera prima nella quale, con abilità e misura, riesce a miscelare elementi che si confondono e ci preoccupano per accertare una verità ostacolata e deviata, per proteggere ciò che, forse, potrebbe realmente accadere.

Rosario U. Andreanò nasce a Milano nel 1966. Vive a Palermo. Lavora come impiegato regionale, è sposato con la ballerina e coreografa Candida Amato, è padre di due figlie. Sin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura che, negli anni seguenti, coniuga con l’interesse per il teatro e la musica classica, per la storia dell’arte e l’archeologia. Dopo avere scritto piccoli racconti inediti, destinati a una ristretta cerchia d’amici, nel 2010 porta finalmente a compimento la stesura del suo primo thriller poliziesco Coraggio di coscienza.


Ufficio stampa "Edizioni La Zisa"
cell. +39 328 4728708
e-mail: stampa@lazisa.it - www.lazisa.it
Blog: http://edizionilazisa.blogspot.com/

mercoledì 15 giugno 2011

Palermo 17 giugno, Presentazione del volume di Maria Bellipanni Lima, “Tre luoghi, tre storie”, Ed. La Zisa


Verrà presentato venerdì 17 giugno 2011, alle ore 16, presso la Sala Rossa dell’Assemblea Regionale Siciliana, in piazza del Parlamento 1, a Palermo, il volume di racconti di Maria Bellipanni Lima, “Tre luoghi, tre storie” (Ed. La Zisa). Interverranno: on. Francesco Cascio (Presidente dell’ARS), on. Salvatore Iacolino (Parlamentare europeo), Marina Finettino (editor), Davide Romano (giornalista). Sarà presente l’autrice.




Il Libro: Maria Bellipanni Lima, “Tre luoghi, tre storie”, racconti, Ed. La Zisa, pp. 144, euro 9,90

Le vite della piccola Maria Concetta, del tenace Filippo e dell’appassionato Beppe scorrono sullo sfondo di tre diverse località siciliane: Ustica, Cefalù e Lampedusa. Nella piccola isola c’è Maria Concetta, una bambina piena di entusiasmo nonostante il suo papà non sia mai tornato dalla guerra. Vive con la madre e i due fratelli, ma la sua curiosità va oltre il mare, avvicinandosi col cuore ai problemi che in una piccola comunità sconosceva. Ad aprirle gli occhi è padre Antonio, che le indica la strada per diventare padrona delle idee che il fascismo voleva opprimere. A Cefalù vive invece Filippo che alla morte dei genitori viene accolto in seminario. Il giovane si innamora di Domenica, con cui mette su famiglia: è un matrimonio dai sentimenti veri, coronato dalla nascita di quattro figli. La vita dà tanto a Filippo, ma gli toglie la salute. E lo fa quando la moglie dà alla luce il loro ultimo figlio, che somiglia come una goccia d’acqua a lui. Nel bambino che cresce, tutti rivedono quel ragazzo pieno di valori che era il padre. Diventato adulto, il figlio minore di Filippo va in America, dalla quale torna carico di esperienze. È Lampedusa, invece, ad accogliere Beppe, che nell’isola per una battuta di pesca, si ritrova per caso a svolgere l’attività per la quale ha studiato tutta la vita, quella di medico.

Maria Bellipanni Lima è nata a Palermo nel 1954. Scopre la passione per la scrittura già in terza elementare, quando vince un concorso nazionale. Dopo la maturità classica si laurea in Scienze biologiche e lavora nel mondo della formazione. È alla sua prima pubblicazione.

www.lazisa.it

mercoledì 1 giugno 2011

OSSERVATORIO A SUD SULLA LEGA NORD



di GIULIO GIALLOMBARDO (La Repubblica, 08 maggio 2011)

PARTITO di lotta e, nello stesso tempo, di governo. Grazie a quest' ambiguità di fondo, la Lega Nord ha costruito la sua fortuna politica, non senza una buona dose di furbizia e populismo. Ma ci sono altri aspetti che stanno alla base del potere del partito politico fondato da Umberto Bossi nel 1989: zone d' ombra su cui riflettono Fabio Bonasera e Davide Romano, nel libro Inganno padano. La vera storia della Lega Nord ", un' inchiesta che svela le trame nascoste che avrebbero dato vita al Carroccio, facendone poi un partito consolidato nelle istituzioni. Già nella premessa gli evidenziano la natura anticostituzionale che sta all' origine del partito leghista. Il primo articolo dello statuto lo dice chiaro e tondo: «Il Movimento politico denominato Lega Nord ha per finalità il conseguimento dell' indipendenza della Padania e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana». Queste basi sarebbero già sufficienti a mettere fuori legge le "camice verdi": qualunque movimento politico miri alla creazione di uno Stato autonomo all' interno della Repubblica italiana, dovrebbe essere perseguito penalmente. Il libro, che vanta la prefazione di Furio Colombo, ricostruisce tutta la storia leghista, dalle origini militanti di movimento di lotta alla sua consacrazione di partito di governo, raccogliendo le testimonianze scomode di chi, deluso, ha lasciato il Carroccio dopo la sua metamorfosi istituzionale.

martedì 24 maggio 2011

27-28 maggio, Si presenta in Trentino “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (La Zisa)



Quattro iniziative in due giorni. Si presenta il 27 e il 28 maggio anche in Trentino il volume “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (La Zisa) dei giornalisti siciliani Fabio Bonasera e Davide Romano. Il primo appuntamento è, quindi, venerdì 27, alle ore 17.30, presso la Sala Rosa del Palazzo della regione a Trento; secondo appuntamento alle ore 21.00 presso l’auditorium comunale di Taio, sempre in provincia di Trento. Sabato 28 si comincia alle ore 16.30 al gazebo in via Malfatti, angolo via Scuole (in caso di pioggia Bar Zaffiro c.so Bettini 74) a Rovereto; ultimo appuntamento alle ore 20.30 presso cortile interno della Rocca di Riva, palazzo comunale di Riva del Garda, in caso di pioggia nelle sale interne del palazzo.


Il libro: "Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord" di Fabio Bonasera e Davide Romano, Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90

Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.

Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.

Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista. Ha lavorato per diversi anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate (tra le quali: L'Ora, Il Giornale di Sicilia, Il Mediterraneo, Centonove, La Repubblica, Antimafia2000, Jesus, La Rinascita della Sinistra, Avvenimenti, Narcomafie, L’Inchiesta Sicilia, e Riforma).ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l’altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia (2005), Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre (2005), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009).


Info: Dott.ssa Elena Baiguera Beltrami – Uff. Stampa Idv del Trentino - beltramie@consiglio.provincia.tn.it - idv.pat@gmail.com; Tel. 0461 227333 - Fax.0461 227331

Ufficio stampa "Edizioni La Zisa" - cell. +39 328 4728708 ; e-mail: stampa@lazisa.it - www.lazisa.it
Blog; http://edizionilazisa.blogspot.com

mercoledì 18 maggio 2011

Palermo 20 maggio, Si presentano tre volumi editi da La Zisa




È “Stracchiolitudine”, di Anna Mauro, il secondo appuntamento della rassegna organizzata dalla casa editrice La Zisa, insieme al circolo Malaussène, per festeggiare alcuni degli scrittori più apprezzati da pubblico e critica.
L'appuntamento è venerdì 20 maggio alle 17.30 al circolo Malaussène (piazzetta Resuttano, 4), a Palermo. Va in scena la scoppiettante comicità della signora Franca, “stracchiola” doc, ma anche e soprattutto esempio di raro acume e di saggezza popolare, di verità senza mezzi termini e insieme di una sconfinata tenerezza. Un testo che potrebbe definirsi bilingue, palermitano autentico e pseudo italiano, che scandisce il racconto di una vita e insieme un curioso rapporto, talvolta epistolare, tra madre e figlia. Modera la giornalista Alessia Franco. Sarà presente l'autrice.

Alle 17, invece, presso la Chiesa dei Santi Elena e Costantino, in piazza Vittoria 22-23, a Palermo, si presenta il romanzo di Mariano Lanza “Il tesoro di Re Ruggero”, prefazione di Pasquale Hamel (Ed. la Zisa).
Il romanzo di Mariano Lanza si inserisce nel recente rinnovato interesse per la storia del normanno Regno di Sicilia, della sua leggendaria edificazione, dei traguardi notevoli raggiunti specialmente sotto lo scettro di Ruggero II, e del suo drammatico e repentino tracollo di fronte all’avanzare delle truppe germaniche di Enrico di Hohenstaufen. Proprio a questa ultima fase si collega, tra fantasia e realtà storica, il lavoro in questione. L’Autore, con le dovute licenze consentite ad un’opera di invenzione che tratti eventi realmente accaduti, offre una sua personalissima interpretazione della fine di quella che resta, nell’età medievale, una delle più riuscite e moderne esperienze di governo, sulla quale gli storici, anche per la mancanza di fonti certe, sono ancora lontani dal proporre chiavi di lettura più che soddisfacenti. Il lavoro di Mariano Lanza, dunque, può essere letto come un romanzo e, per la sua accurata ricostruzione degli ambienti, dei fatti e degli uomini, come un saggio di storia. Godibile nell’un caso e nell’altro, al pari della migliore produzione letteraria di Luigi Natoli, il grande Maestro del romanzo storico siciliano. Mariano Lanza (Marsala, 1961), docente di ruolo di Lingua e Civiltà Inglese nelle scuole superiori, ha pubblicato: “Pagine di vita palermitana” (Palermo, 2000) e “La baronia di Solanto” (Palermo, 2011).


Infine, sempre alle 17, nei locali del Fronte nazionale siciliano-Fns, in via Brunetto Latini 26, Davide Romano, autore, insieme a Fabio Bonasera, del volume “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (ed. la Zisa), presenta ai dirigenti e ai militanti del movimento politico il suo volume.
Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.

martedì 26 aprile 2011

SOLIDARIETA’ DELL’ASSOSTAMPA SICILIANA E DI PALERMO AL COLLEGA DAVIDE ROMANO

APPLICARE IL CONTRATTO DI LAVORO A TUTTI I GIORNALISTI


“Le norme che riguardano i rapporti di lavoro esistono e vanno applicate sempre a prescindere che si tratti di aziende o privati (siano essi cittadini comuni o parlamentari)”. Lo affermano il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana, Alberto Cicero, e il segretario provinciale di Palermo, Roberto Ginex, con riferimento alla vicenda del collega giornalista Davide Romano, ex addetto stampa del senatore Giuseppe Lumia (Pd), che ha svolto la sua attività dal 2001 al 2009, ma, come lo stesso Romano sostiene, senza garanzie contrattuali. “Purtroppo questo non è il primo caso di colleghi che svolgono attività di ufficio stampa per deputati regionali, nazionali e senatori senza le benché minime garanzie offerte dalle norme contrattuali. Il fatto certamente stupisce – aggiungono Cicero e Ginex - soprattutto per il profilo dei protagonisti: sarà tuttavia la giustizia del lavoro che dovrà giudicare. Il Sindacato unitario dei giornalisti esprime solidarietà al collega Davide Romano che, siamo certi, senza alcun intento di portare discredito all’attività politica dell’on. Lumia, mira piuttosto a tutelare e a chiedere conto dei suoi diritti di lavoratore”, osservano Cicero e Ginex. “Diritti che l’Assostampa Siciliana rivendica e sostiene per tutti i giornalisti che non hanno un contratto di lavoro e che ogni giorno operano senza regole e senza certezze per il loro futuro e con condizioni economiche che rasentano i livelli minimi di sopravvivenza. Assostampa Siciliana auspica che ai giornalisti di tutti gli uffici stampa, pubblici e privati, venga applicato il Contratto di lavoro dei giornalisti così come sostenuto dalla consolidata giurisprudenza della magistratura del lavoro”, concludono i rappresentanti del Sindacato unitario dei giornalisti.

sabato 23 aprile 2011

Dall'Antimafia al Tribunale del lavoro: il senatore Lumia accusato di avere pagato in nero per ben 8 anni il proprio addetto stampa


Per anni si è schierato in difesa degli oppressi e della legalità, contro Cosa nostra, in difesa dei disoccupati e dei precari, contro il Governo di Silvio Berlusconi. Adesso, il senatore del Pd Giuseppe Lumia dovrà limitarsi a difendere se stesso, davanti al Tribunale del lavoro di Palermo, dall’accusa di avere calpestato lui per primo quei sacrosanti valori. A portarlo davanti al giudice è il suo storico addetto stampa, Davide Romano, giornalista e scrittore molto noto a Palermo – e non solo – che per circa 8 anni ne ha curato i rapporti con gli organi di informazione e la segreteria politica. Da un ricorso presentato da Romano emergerebbe che, nel periodo in cui ha lavorato per Lumia, sarebbe stato pagato perennemente in nero, senza ferie, senza contributi, con uno stipendio da fame e la costante minaccia di essere mandato a casa se avesse insistito nel chiedere di essere messo in regola.
Accuse pesanti per chi solo lo scorso 9 aprile, tramite l’agenzia Ansa, imputava al Governo di ignorare le istanze dei lavoratori, auspicando l’apertura di una nuova stagione politica, mirata all’investimento “di risorse per garantire più opportunità ai giovani” e all’abolizione del “precariato per assicurare loro prospettive di lavoro e di vita più stabili”. E se, come denuncia Romano, per 8 anni, dal dicembre 2001 al luglio 2009, il senatore lo avesse fatto lavorare per 8, 12, 14 ore giornaliere, senza ferie né permessi, per appena 800mila lire prima e 800 euro mensili dopo, la delusione sarebbe cocente. Tanto più che Lumia, oggi inquilino di palazzo Madama e ospite fisso a Montecitorio dal 1994 al 2008, ha rivestito dal 2000 al 2001 anche la carica di presidente della commissione parlamentare Antimafia.
Il dossier presentato da Romano è accurato e pieno di prove, anche testimoniali. Del resto, tutti gli operatori dei media – dai giornali alle agenzie, passando per le emittenti radio e televisive – lo hanno conosciuto in quegli anni come responsabile unico dell’ufficio stampa e della segreteria dell’esponente palermitano del Pd al quale, per riparare alle differenze retributive, alla mancata corresponsione dell’indennità di mancato preavviso, del trattamento di fine rapporto e di ogni altro emolumento negati in passato, viene richiesta, nel ricorso redatto dall’avvocato Sonia Spallitta, la modica somma di 367.868 euro e 59 centesimi.
Insomma, sono tempi duri per Lumia che, da tempo, è oggetto degli improperi degli ex alleati del centrosinistra per avere appoggiato fino ad ora l’alleanza del Pd siciliano con Raffaele Lombardo e che nel 2008 ha rischiato di essere messo da parte dal suo stesso partito, arrivando a strappare una candidatura al Senato solo in extremis. E Ora? Cosa Succederà? Difficile dirlo. Casi eclatanti di parlamentari condannati per aver sfruttato il lavoro in nero dei propri portaborse ce ne sono già tanti. Ci sono anche documenti ufficiali che attestano che quella di non rispettare le regole sia prassi diffusa presso il 60% circa dei parlamentari stessi, nonostante deputati e senatori dispongano rispettivamente di circa 4.100 e 4.600 euro mensili per il proprio staff. A questo punto, a Lumia non resta che riordinare le idee ed elaborare risposte convincenti per spiegare l’intenso traffico telefonico avuto con Romano tra il 2001 e il 2009, per motivare il mancato versamento dei contributi previdenziali o del Tfr a chi per anni è stato il suo assoluto alter ego. L’unica certezza è che un piccolo favore, dalla magistratura, il parlamentare del Pd lo ha già ottenuto: la prima udienza, infatti, è stata fissata per il 29 marzo 2012. Praticamente tra un anno.
E se i tempi della giustizia sono questi, il senatore Lumia può tirare un po’ il fiato e confidare nella scarsa memoria popolare per rigettarsi nella mischia in difesa dei lavoratori precari e della legalità.

http://www.98cento.it/cronaca/12447-dallantimafia-al-tribunale-del-lavoro-il-senatore-lumia-accusato-di-avere-pagato-in-nero-per-ben-8-anni-il-proprio-addetto-stampa.html

lunedì 11 aprile 2011

Treviso 13 e Ferrara 14 aprile, Si presenta “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (Ed. La Zisa)


La lunga marcia del disvelamento dell’ “Inganno padano” continua. Primo appuntamento il 13 aprile, alle ore 21, presso l’aula magna della scuola elementare Granziol, a Preganziol (Tv), in via Palladio 78. Ad organizzare è il Movimento 5 Stelle. Secondo appuntamento il 14, alle ore 17,30, presso il Bar Las Vegas di Via Puccini n.16, a Codigoro (Fe). Al termine dell’iniziativa, organizzata dall’Idv di Ferrara, viene offerto un aperitivo rinforzato. Ultimo appuntamento, sempre il 14, ma alle ore 21, l'Auditoriun San Lorenzo, sala Mazzonis, Corso del Guercino n.47/1, a Cento (Fe). Prende parte a tutte le iniziative uno dei due autori del libro, il giornalista Fabio Bonasera.


In libreria: "Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord" di Fabio Bonasera e Davide Romano, Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90 (www.lazisa.it)


2a ristampa in una settimana!


Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.


Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.


Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per diversi anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l’altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia (2005), Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre (2005), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009).

sabato 2 aprile 2011

Palermo 4 aprile, Presentazione della silloge di poesie “Ho liberato le parole” di Palma Civello (Ed. La Zisa)

Palermo, 2 aprile 2011 – “Ho liberto le parole” è il titolo della silloge di poesie di Palama Civello, edito da La Zisa, che verrà presentata lunedì 4 aprile, alle ore 17, presso la Sala delle Capriate del Palazzo Steri (3° piano) di Palermo, in piazza Marina 61. Dopo il saluto del Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, interverranno Giovanni Villino, Antonio Zito e Davide Romano. Accompagnamento musicale a cura di Pietro Marchese (mandolino e mandola) e Nicola Marchese (chitarra). Sarà presente l’autrice.

lunedì 21 marzo 2011

L’“Inganno padano” svelato anche in Toscana


Una tre giorni di incontri e di presentazioni per svelare e raccontare anche in Toscana l’“Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (Ed. La Zisa) dei giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano. E’ l’iniziativa, organizzata dal Sel di Firenze, alla quale parteciperà anche uno degli autori del volume, Davide Romano, che avrà luogo il 25 marzo a Firenze, il 26 a Impruneta (Fi) e il 27 Figline Valdarno (Fi). Primo appuntamento, quindi a Firenze, venerdì 25 marzo, alle ore 18,30 presso la libreria cafè “La Cité” di Borgo San Frediano, 20/r. Interverranno: Riccardo Lazzerini, Capogruppo Sel Provincia di Firenze; Luisa Simonutti, Assemblea nazionale Sel; e Rinaldo Rinaldi, Coordinamento provinciale Sel Responsabile cultura. Coordinerà: Nicola Cirillo, Forum cultura Sel Firenze.
L’indomani, sabato 26, appuntamento alle 20 presso la Casa del popolo di Impruneta (via della Croce, 39). Interverranno: Riccardo Lazzerini, Capogruppo Sel Provincia di Firenze; Luisa Simonutti, Assemblea nazionale Sel; e Renzo Ulivieri, Coordinatore circolo Sel San Miniato – Pisa Apericena. Coordinerà: Nicola Cirillo, Forum cultura Sel Firenze.
Ultimo appuntamento domenica 27 marzo, alle 16,30, a Figline Valdarno, presso la sala eventi del Palazzo Pretorio di piazza San Francensco. Interverranno: Riccardo Lazzerini, Capogruppo Sel Provincia di Firenze; Maurizio De Santis, Portavoce Sel Toscana; Alessandro Cresci, Coordinatore provinciale Idv; e Riccardo Nocentini, Candidato a sindaco del centrosinistra per Figline Valdarno. Coordinerà: Luisa Simonutti, Assemblea nazionale Sel.

In libreria la 2a ristampa di "Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord" di Fabio Bonasera e Davide Romano, Pref. di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90

Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.

Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.

Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista. Ha lavorato per diversi anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate (tra le quali: L'Ora, Il Giornale di Sicilia, Il Mediterraneo, Centonove, La Repubblica, Antimafia2000, Jesus, La Rinascita della Sinistra, Avvenimenti, Narcomafie, L’Inchiesta Sicilia, e Riforma) ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l’altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia (2005), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005), La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009).

martedì 15 marzo 2011

“C'è chi lo chiama inganno padano”


(la Tribuna di Treviso, 1 marzo 2011)

Uno dei fenomeni politici più controversi nella storia istituzionale italiana viene analizzato a partire dalla sua nascita, nel libro “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord” (La Zisa, pagg. 176, euro 14,90) dei giornalisti Fabio Bonasera e Davide Romano. Gli autori delineano un percorso che offre lo spaccato del sistema di conduzione della politica nell'Italia del presidente Berlusconi, documentando le fasi della nascita del partito di Umberto Bossi. L'inchiesta di Bonasera e Romano mette in luce il legame di questa nuova realtà politica con la fine della Prima Repubblica, quando il bisogno di stabilità sentito dalla società civile a seguito di Tangentopoli avrebbe favorito l'infiltrazione di una mentalità secessionista, preoccupata di difendere interessi particolari contro un'istituzione Stato unitaria percepita come ambito dell'illecito emerso dalle indagini. Il volume è una raccolta di documenti e testimonianze che tracciano una mappa degli avvenimenti seguiti alla nascita del partito, concentrandosi sulle sue zone d'ombra. La prefazione è di Furio Colombo.

sabato 26 febbraio 2011

Storia della chiesa Valdese in un libro di Teodoro Balma


(La Sicilia, Sabato 26 Febbraio 2011)

Riesi. S'è svolta ieri a Palermo presso il Salone della Chiesa valdese di via Dello Spezio la presentazione del libro Il popolo della Bibbia. Storia e martirio dei Valdesi" (Ed. La Zisa) di Teodoro Balma. Quest'ultimo, pastore valdese, teologo, giornalista e scrittore, nato nel 1907 e morto nel 1994, ha esercitato la sua attività pastorale non solo a Napoli, Catania, Venezia e Torino, ma anche a Riesi dove ha avuto modo di lasciare un segno importante della sua esperienza pastorale. Ad introdurre i lavori di presentazione dell'opera è stato Giuseppe Ficara, pastore e membro della Tavola valdese. E' intervenuto anche Bruno Di Maio, responsabile del Segretariato attività ecumeniche dell'Arcidiocesi di Palermo; Francesco Michele Stabile, storico e docente della Facoltà teologica di Sicilia; Daniele Palermo, presidente del Centro evangelico di cultura "Giacomo Bonelli". Un'opera, quella di Teodoro Balma, che è un autentico inno alla libertà, alla strenua difesa dei propri ideali, alla tolleranza, alla dignità dell'uomo, viste attraverso le vicende ultrasecolari e drammatiche dei Valdesi, il primo ed unico movimento di Riforma religiosa, sorto nel Medioevo e giunto sino ai nostri giorni. Le vicende e i personaggi narrati scandiscono le tappe salienti di un lungo processo di democrazia religiosa ancora in buona parte insoluto, che oggi, non riguarda più soltanto il culto Valdese, ma ciascun credo.

martedì 22 febbraio 2011

Palermo 25 febbraio, Si presenta il volume “Il popolo della Bibbia. Storia e martirio dei Valdesi” di Teodoro Balma (Ed. La Zisa)



“Il popolo della Bibbia. Storia e martirio dei Valdesi” (Ed. La Zisa) verrà presentato venerdì 25 febbraio, alle ore 18, presso il Salone della Chiesa valdese di via Dello Spezio 43 (dietro Teatro Politeama, angolo via E. Amari), a Palermo. Introdurrà Giuseppe Ficara, pastore e membro della Tavola valdese. Interverranno: Augusto Cavadi, editorialista de “la Repubblica-Palermo”; Bruno Di Maio, responsabile del Segretariato attività ecumeniche dell’Arcidiocesi di Palermo; Francesco Michele Stabile, storico e docente della Facoltà teologica di Sicilia; Daniele Palermo, presidente del Centro evangelico di cultura “Giacomo Bonelli”. Modererà Davide Romano, giornalista.


Il Libro: Teodoro Balma, “Il popolo della Bibbia. Storia e martirio dei Valdesi”, a cura di Italo Pons, prefazione di Antonio Di Grado, con una nota di Maurizio Rizza. Edizioni La Zisa, pp. 256, euro 16,00.

Questa di Teodoro Balma è più un’opera di buona divulgazione che non di mera erudizione storiografica, la cui impostazione risente, non poco, del clima politico – il ventennio fascista – nel quale fu concepita e scritta. Nonostante quel che possa sembrare ad un lettore poco attento, soprattutto nelle pagine finali del libro, dove l’Autore rende omaggio all’allora capo del governo – un atto dovuto onde evitare gli ostacoli della censura e non di certo per piaggeria o per un errore di valutazione –, tutto il volume è un inno alla libertà, alla strenua difesa dei propri ideali, alla tolleranza, alla dignità dell’Uomo, viste attraverso le vicende ultrasecolari e drammatiche dei Valdesi, il primo ed unico movimento di Riforma religiosa, sorto nel Medioevo e giunto sino ai nostri giorni. Le vicende e i personaggi narrati scandiscono in rapida sintesi le tappe salienti di un lungo processo di democrazia religiosa ancora in buona parte insoluto, che oggi, ampliando il discorso, non riguarda più soltanto il culto Valdese, ma ciascun credo, specialmente laddove esistono Chiese con posizioni dominanti, i cui destini si intrecciano, in un rapporto di connivenza, e talvolta si identificano col potere politico stesso. Questo avviene al tempo in cui siamo, sino al paradosso che gli abusanti di un luogo, spesso diventano gli abusati in un’altra parte di questo nostro stupido mondo.

Teodoro Balma (1907-1994), pastore valdese, teologo, giornalista e scrittore, ha esercitato la sua attività pastorale in diverse città italiane, come Napoli, Catania, Riesi, Venezia e Torino, lasciando in ciascuna il segno della sua forte personalità. Ha collaborato a diversi periodici: “Corriere di Sicilia”, “Persona”, “Protestantesimo”, “La Luce”, “L’Appello”, “Gioventù Cristiana”. Tra le sue opere, si ricordano: Storia dei Valdesi (Milano 1929), Lineamenti di dottrina cristiana (Catania 1934), Voci degli Apostoli (Catania 1938), Il Costume Valdese (Catania 1938).

Le Edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e a "Libera" di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".
______________________________________
Ufficio stampa "Edizioni La Zisa"
Tel. +39 091 331104 - fax +39 091 6127870
cell. +39 328 4728708
e-mail: stampa@lazisa.it - www.lazisa.it
Blog; http://edizionilazisa.blogspot.com/