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venerdì 7 gennaio 2011

Arriva in libreria “Il libro nero della pedofilia” di Massimiliano Frassi, Prefazione di Alessia Sinatra, Edizioni La Zisa, pp. 144, euro 12



I numeri dell’orrore - Le reti dei pedofili - Gli abusi in famiglia, nelle scuole materne e nelle diverse chiese – La pedopornografia in Internet - Le testimonianze delle vittime


Negli ultimi anni la pedofilia è diventata uno dei fenomeni raccapriccianti che più ha occupato le prime pagine dei mezzi di comunicazione.
Si tratta certamente di una forma di criminalità non nuova nella storia dell’umanità, ma che in conseguenza dei più moderni e sofisticati ritrovamenti tecnologici (internet, soprattutto) ha facilitato e reso più visibili i contatti tra questi mostri, che si annidano dappertutto e spesso in luoghi ritenuti i più sicuri (scuole, parrocchie, gli stessi nuclei famigliari), e la conseguente diffusione di materiale pedopornografico giunto ormai a livelli di inaudita barbarie. Questo libro-denuncia racconta, senza inutili ipocrisie e infingimenti, tutto ciò che si muove dentro e attorno a questo mondo disumano, non escluse le potenti coperture di cui gode a livello internazionale, in aggiunta alle tante omertà di cui si circonda, tali da renderlo, ancora e purtroppo, un morbo di difficile estirpazione.

Massimiliano Frassi, giornalista e scrittore, è da anni impegnato in attività sociali di scottante attualità. Le sue denunce, spesso scomode e per questo mal tollerate dai corifei del potere, hanno, al contrario, raccolto il consenso di migliaia di cittadini. Autore di numerose pubblicazioni di successo sull’argomento e del blog più consultato tra quelli dedicati all’infanzia violata, è presidente della Associazione Prometeo Onlus. Negli ultimi anni ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

Le Edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e a "Libera" di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".

martedì 30 novembre 2010

Narrativa: “ALIENI METROPOLITANI” di AMELIA CRISANTINO


PROTAGONISTI metropolitani, vite distanti e parallele che scorrono attorno alla stradadel Viale. Mestieri ormai improbabili e proiezioni nella modernità convivono gomitra gomito, raccontati da Giuseppe Mazzone nel romanzo breve “L'ultima notte prima della fine del mondo”. Troviamo Violetta, ragazza gentile che ha trovato una nicchia al suo disagio divenendo «la commessa della modista». C'è il dottor Crocchia, il «signorino» discendente di una dinastia di medici che figura come specialista in malattie respiratorie. Da un altro secolo sembra arrivare la signora Ina, che in un minuscolo negozio vende formaggi e acciughe sotto sale, le sue pagnotte condite sono molto apprezzate dai muratori. Il tabaccaio guercio e l'edicolante artista reclamano più spazio peri loro personaggi, compressi come sono fra la ginecologa Marta, il barista Lupo, il barbone filosofo e il suo cane Bau, forma abbreviata di Baudelaire. In fondo alla strada c'è lo studio di un veterinario che per solidarietà, la notte di Natale, fa abortire una donna sola legandola al lettino dove di giorno visita cani e gatti. Una folla di ex capelloni nostalgici ed ex minigonne si lanciano versi di vecchie canzoni: sullo sfondo scorre una città distratta, che contagia ai suoi abitanti un umore malinconico. E tutti pensano di avere un giorno vissuto momenti più gloriosi. Anche i sorrisi sembrano evocare tempi andati, «sicuramente migliori a detta di chi li aveva vissuti».

GIUSEPPE MAZZONE
“L'ultima notte prima della fine del mondo”
Edizioni La Zisa
Pagine 122
Euro 9,90

mercoledì 24 novembre 2010

Palermo 25 novembre, Presentazione del romanzo di Ennio Tinaglia, "Terzapersona", Edizioni La Zisa


Palermo, 24 novembre 2010 - "Terzapersona" è il titolo del romanzo, scritto dal noto penalista palermitano Ennio Tinaglia e pubblicato dalle Edizioni La Zisa, che verrà presentato domani giovedì 25 novembre, alle ore 17,30, presso il salone della Chiesa valdese di via dello Spezio 43 (dietro teatro Politeama), a Palermo. Interverranno: Lorenzo Matassa, magistrato; e Virginia Salemi, psicologa. Modererà: Alessia Franco, giornalista. Accompagnamento musicale del sassofonista. Franco Caliò. Sarà presente l'autore

IL LIBRO: Ennio Tinaglia, "Terzapersona", Prefazione di Lorenzo Matassa, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 9,90 (ISBN 978-88-95709-75-8)

È il romanzo di due fratelli, dei loro destini incrociati, spesso in un abbraccio mortale. È la storia di Giorgio e di Saverio, di quattro anni più grande di lui, affetto da una grave malattia mentale. Una vera e propria cambiale, il disagio psichico, durissima da pagare. Un percorso doloroso e spesso scomodo, quello che negli anni intraprende Giorgio, fatto di rabbia, rassegnazione, speranza, rimorsi, sensi di colpa, odio e pensieri inconfessabili. Ma anche di amore: per i suoi spazi vitali conquistati a fatica, per la sua famiglia, per la vita. E per Saverio, la sua cambiale. Accanto alla vita dei due fratelli, la tragedia sorda della malattia mentale, dei manicomi vecchi e di quelli nuovi, una piaga ancora aperta nel tessuto sociale a trent'anni dalla legge Basaglia. Un acuto romanzo di formazione, in tempi in cui tutti i dubbi sembrano destinati a soccombere.

Ennio Tinaglia (Palermo, 1955) vive e lavora nel capoluogo siciliano, dove esercita la professione di avvocato penalista. Sposato, padre di due figli, debutta nella narrativa proprio con “Terzapersona”.

Le Edizioni La Zisa aderiscono ad "Addiopizzo" e a "Libera" di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati "pizzo free".

giovedì 29 luglio 2010

Davide Romano, “Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana”, Prefazione di Diego Novelli, Edizioni La Zisa



Storie minime. Storie di uomini giudicati ''minori'' nelle colonne dei giornali, ma che possono rappresentare lo specchio di una comunita'. Fatti che meritano lo spazio di una ''breve'', ma che con Davide Romano diventano materia per il suo ''Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana''. Il volume, con la prefazione di Diego ed edito da La Zisa/Koinè, racconta gli emarginati di Palermo, con le loro vite sconosciute che possono diventare note quando - per disperazione o per violenza repressa - si macchiano di qualche crimine piu' o meno grave. Romano ha tratto dalla cronaca degli ultimi cinque anni, pubblicata su varie testate, vicende che fotografano una realta', quella palermitana, nelle sue ombre e nelle sue luci, ''per ricordare ai disattenti che insieme alle vetrine illuminate ci sono anche zone estese di colpevole abbandono morale e materiale'', segmenti di vita vissuta che commuovono e irritano contemporaneamente. ''Sono trascorsi oltre trent' anni da un mio lungo soggiorno in Sicilia, inviato dal mio giornale, l' Unita' - scrive Novelli - dopo la lettura delle pagine di Romano sono rimasto profondamente colpito non solo dalla drammaticita' di queste microstorie di vita quotidiana che lui, con tanta sensibilita', ha raccolto, ma soprattutto dalle analogie con le storie con cui mi ero incontrato trent' anni prima, quasi che il tempo nella realta' siciliana non esista, si sia fermato''. ''Palermo - scrive ancora Novelli - vive le contraddizioni, le mode, i gusti, i drammi che vivono citta' come Roma, Milano, Torino, Parigi, Londra. Il dramma di un disoccupato che vuole buttarsi dal cornicione di un palazzo e' lo stesso in qualsiasi parte del mondo. Diverse ci fa capire l' autore sono le reazioni delle persone. E ce lo fa capire lasciando parlare gli uomini e le donne di questa sua amata e odiata citta', dando voce ai piu' deboli, schierandosi dalla loro parte''. Diciassette i capitoli del volume scritto dal giornalista freelance poco più che trentenne dedicati a ''I disperati della Noce''; ''Solo per amore''; ''Omosessualita' e fede''; ''Amore al citofono''; ''Cuore di boss''; ''Quando il prete s' innamora''; ''Scuole cattoliche e portatori di handicap''; ''Malacarne''; ''I sogni nel cassonetto''; ''Quel benedetto posto fisso''; ''La scoperta del mercato''; ''La mano dello scultore''; ''Una scuola di vita''; ''L' eremita delle Madonie''; ''Il coraggio di cambiare''; ''La pupara di Dio''; e ''Vita da squatters''.

DAVIDE ROMANO (Palermo), giornalista, editore e scrittore. Ha scritto e scrive per numerose testate, tra le quali: Il Giornale di Sicilia, Il Mediterraneo, La Repubblica, Centonove, Antimafia2000, L’Ora, La Rinascita della Sinistra, Jesus, Avvenimenti, L’Inchiesta Sicilia, Narcomafie e Riforma. È stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato i volumi: “L’amore maldestro” (2001), “La linea d’orizzonte tra carne e Cielo” (2003), “La buriana e altri racconti” (2003), “Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana”, Prefazione di Diego Novelli, (2003, 2004), “L’anima in tasca” (2004), “Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia” (2005), “Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre” (2005), “Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera” (2005), “La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo”, Presentazione di Marcelle Padovani, Prefazione di Anna La Rosa. Con un contributo di don Vitaliano della Sala (2007), “Uno spettro s’avanza… Globalizzazione, mafie, diritti e nuova cittadinanza”, Prefazione di Paolo Ferrero (2010) ed ha curato il volume di Girolamo Li Causi, “Terra di Frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-1960”, Presentazione di Italo Tripi, Prefazione di Oliviero Diliberto (2009).

lunedì 14 dicembre 2009

Davide Romano, “Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana”, Prefazione di Diego Novelli, La Zisa


Storie minime. Storie di uomini giudicati ''minori'' nelle colonne dei giornali, ma che possono rappresentare lo specchio di una comunita'. Fatti che meritano lo spazio di una ''breve'', ma che con Davide Romano diventano materia per il suo ''Nella citta' opulenta. Microstorie di vita quotidiana''. Il volume, con la prefazione di Diego ed edito da La Zisa/Koinè, racconta gli emarginati di Palermo, con le loro vite sconosciute che possono diventare note quando - per disperazione o per violenza repressa - si macchiano di qualche crimine piu' o meno grave. Romano ha tratto dalla cronaca degli ultimi cinque anni, pubblicata su varie testate, vicende che fotografano una realta', quella palermitana, nelle sue ombre e nelle sue luci, ''per ricordare ai disattenti che insieme alle vetrine illuminate ci sono anche zone estese di colpevole abbandono morale e materiale'', segmenti di vita vissuta che commuovono e irritano contemporaneamente. ''Sono trascorsi oltre trent' anni da un mio lungo soggiorno in Sicilia, inviato dal mio giornale, l' Unita' - scrive Novelli - dopo la lettura delle pagine di Romano sono rimasto profondamente colpito non solo dalla drammaticita' di queste microstorie di vita quotidiana che lui, con tanta sensibilita', ha raccolto, ma soprattutto dalle analogie con le storie con cui mi ero incontrato trent' anni prima, quasi che il tempo nella realta' siciliana non esista, si sia fermato''. ''Palermo - scrive ancora Novelli - vive le contraddizioni, le mode, i gusti, i drammi che vivono citta' come Roma, Milano, Torino, Parigi, Londra. Il dramma di un disoccupato che vuole buttarsi dal cornicione di un palazzo e' lo stesso in qualsiasi parte del mondo. Diverse ci fa capire l' autore sono le reazioni delle persone. E ce lo fa capire lasciando parlare gli uomini e le donne di questa sua amata e odiata citta', dando voce ai piu' deboli, schierandosi dalla loro parte''. Diciassette i capitoli del volume scritto dal giornalista freelance poco più che trentenne dedicati a ''I disperati della Noce''; ''Solo per amore''; ''Omosessualita' e fede''; ''Amore al citofono''; ''Cuore di boss''; ''Quando il prete s' innamora''; ''Scuole cattoliche e portatori di handicap''; ''Malacarne''; ''I sogni nel cassonetto''; ''Quel benedetto posto fisso''; ''La scoperta del mercato''; ''La mano dello scultore''; ''Una scuola di vita''; ''L' eremita delle Madonie''; ''Il coraggio di cambiare''; ''La pupara di Dio''; e ''Vita da squatters''.



DAVIDE ROMANO (Palermo, 6 ottobre 1971), giornalista, editore e scrittore. Ha scritto e scrive per numerose testate, tra le quali: Il Giornale di Sicilia, Il Mediterraneo, La Repubblica, Centonove, Antimafia2000, L’Ora, La Rinascita della Sinistra, Jesus, Avvenimenti, L’Inchiesta Sicilia, Narcomafie e Riforma. È stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato i volumi: “L’amore maldestro” (2001), “La linea d’orizzonte tra carne e Cielo” (2003), “La buriana e altri racconti” (2003), “Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana”, Prefazione di Diego Novelli, (2003, 2004), “L’anima in tasca” (2004), “Piccola guida ai monasteri e ai conventi di Sicilia” (2005), “Il santo mendicante. Vita di Giuseppe Benedetto Labre” (2005), “Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera” (2005), “La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo”, Presentazione di Marcelle Padovani, Prefazione di Anna La Rosa. Con un contributo di don Vitaliano della Sala (2007) e Girolamo Li Causi, “Terra di Frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-1960”. A cura di Davide Romano. Presentazione di Italo Tripi. Prefazione di Oliviero Diliberto (2009).

lunedì 24 agosto 2009

In libreria - Alessandrina De Rubeis, LA CITTÀ NEL CUORE, La Zisa, pp. 64 euro 10,00


Il libro: La «Città nel cuore» è una silloge di poesie dedicate alla città di Palermo e ad altre località limitrofe. Essa rappresenta il diario di tre diverse età della vita della protagonista, divisa tra il paese di origine, nel tessuto familiare, e la Sicilia, nella condizione di ospite della famiglia materna. I componimenti si suddividono in tre sezioni corrispondenti alla fanciullezza, all’adolescenza, alla maturità. Nella prima, che comprende nove poesie, sono evidenti esperienze ed emozioni del viaggio al Sud e della permanenza nella città di Palermo. Chiude la sezione la poesia Un amico vero che, insieme con Viaggio al Sud, parla del distacco forzato dagli affetti, dell’ansia per l’ignoto e della capacità di adattamento, propria dei bambini, anche alle situazioni di sofferenza. Significativi in tal senso sono i versi di Viaggio al Sud:I pensieri / si affollavano nella mente / come gli scompartimenti / di quel treno / a ogni stazione. E ancora: Bello il Sud / misterioso e profondo / come due occhi tristi. Negli ultimi versi di Un amico vero: Tenero piccolo ciuchino / solo il tuo era un ostinato bene si ha la proiezione dei sentimenti della bambina nell’amico ciuchino, entrambi accomunati dall’ostinazione nel ricercare affetto. Nella stessa poesia si ritrova anche l’esigenza di una situazione stabile che, tuttavia, svanisce ogni qualvolta gli adulti decidono il cambio di scena: le sirene emisero il canto / e fu per me tempo di ripartire. Nella sezione, contrassegnata da due eventi ben precisi, l’arrivo in città e la partenza da essa, si trovano poesie nelle quali sono descritti il tessuto sociale del tempo e il susseguirsi di figure rappresentative del luogo, insieme con le tradizioni, i costumi e i lavori dell’antico e popoloso quartiere dell’Albergheria, il cuore della città di Palermo.Su tutto e tutti si staglia la figura dello Zù Pe’, il nonno, nella sua umile condizione sociale che, ricevendo dalla nipote ammirazione e affetto, ritrova il riscatto personale e si prodiga nell’ insegnamento delle usanze e della lingua siciliana. La seconda sezione, che comprende diciassette poesie, inizia con Pallavicino 1957, dedicata alla compagna di banco che viene colpita dalla tragedia della sparizione del padre e del suo drammatico ritrovamento dopo lunghe ricerche. Il motivo della sofferenza, che accomuna le due compagne, raggiunge il suo apice quando nella famiglia della protagonista nasce l’ultimogenito. E ne Il dono dei morti, prendendo spunto dal regalo ricevuto, ma non desiderato, hanno libero sfogo la nostalgia per il paese lontano e il desiderio di ritornare a casa, desiderio che viene stroncato quando si convince che il posto da lei lasciato vuoto è stato rimpiazzato. Nei versi: – e origliò, trattenendo il respiro, ascoltò una nenia nuova e una culla / poi più nulla/ e decise di partire – c’è la determinazione a troncare col passato e a volersi stabilire definitivamente a Palermo.Tutta la sezione è dominata dalla città e dal magico intreccio di architetture, vegetazione e vissuto: dalle zone della Cattedrale e di Villa Bonanno, percorse ogni giorno a piedi per la frequentazione della scuola media, al monte Pellegrino, a Mondello, alla Favorita e al Villaggio Ruffini coi verdi e rigogliosi orti di Partanna. Sono questi gli anni delle Zàgare, delle gite estive nei luoghi suggestivi e storici della Sicilia, dello stare insieme con gli amici, delle lunghe passeggiate in bicicletta, della riflessione sui mali che affliggono la popolazione e sulle paure ad essi connesse. Nelle poesie Su Montelepre, Calatafimi 1960, Rossa Terra sono espressi i temi sociali, già evidenziati nella prima poesia della silloge, Viaggio al Sud. Solo dagli orti ancora d’oro può essere alimentata la speranza di vedere arrestata la cementificazione selvaggia e, con essa, l’illegalità. Palermo fortunatamente è anche altro e col suo fascino è divenuta ormai la sua città.Il passato, purtroppo, è in agguato e nella poesia La città nel cuore c’è come un presentimento: Quella città abitava il suo cuore / come una casa bifamiliare. Due famiglie! E quando, facendo appello ai propri diritti, quella d’origine impone il rientro definitivo a casa, i ritorni in Sicilia diventano sporadici e i soggiorni brevi. Nella terza sezione di dieci poesie, Il viaggio, uno degli ultimi, riaccende tutte le emozioni e lascia libero sfogo all’amore profondo che riesce a vedere nel mare il cielo, negli aranceti il sole: il cielo appare capovolto / sceso è anche il sole / e bacia la terra di Sicilia. E il sole, che in Villa Bonanno “giocava con lei a nascondino” e “la vedeva crescere tra luci e ombre”, è nuovamente suo complice nel bacio di entrambi alla terra che più amano. Molti affetti non sono più, ma dalle fotografie sulle tombe riaffiorano i ricordi, nitidi, indelebili. Il tempo non ha guarito le ferite dell’ennesimo distacco, sicché esse cercano rifugio tra gli oggetti antichi e polverosi di via Papireto, u Papiritu, il mercato delle pulci: essere una pulce per rimanere tra le cose di una volta protetta dal colore scuro / che sapientemente ripara / dalle aggressive tonalità del moderno.Nelle ultime poesie si percepiscono chiaramente la forza di un legame che non può avere mai fine e il desiderio di voler portare all’infinito colori, profumi e sapori di Sicilia.


L’autrice: Alessandrina De Rubeis ha pubblicato poesie in varie raccolte antologiche. Per l’Aletti Editore di Guidonia (Rm) è inserita in Antologia, vol. III, giugno 2003; Enciclopedia I Edizione, dicembre 2003; Antologia, giugno, luglio e dicembre 2004; Antologia, dicembre 2005. Per l’Associazione “Poesie tra le note” di Supino (Fr) è inserita nelle Raccolte tematiche della 2a-3a-4a- 5a Rassegna (2004, 2005, 2006, 2007). Per il Premio Nazionale di Poesia “Quadrifoglio” Città di Pontecorvo (Fr) è inserita nelle raccolte antologiche del 2004 e 2005. Per il Premio Internazionale di Poesia Riviera di Ulisse “Memorial Gennaro Sparagna” di Minturno (Lt) è inserita nelle Antologie delle poesie finaliste del 2006 e 2007. Ha vinto il 3° premio nel 2004 e il 1° premio nel 2005 partecipando al Concorso Poetico a tema per la Festa del Ss.mo Crocifisso di Isola del Liri (Fr). Ha ricevuto la “menzione speciale” nel I Concorso di Poesie “Isidoro Fogazzo e Giuseppe Grasso” indetto nel 2002 dalla U.T.E.E. e dal Liceo Scientifico Benedetto Croce di Palermo. Ha pubblicato articoli di storia sulla rivista di Storia del Lazio Meridionale “Studi Cassinati” e articoli su tradizioni e antichi mestieri sul periodico “Il Cronista” di Piedimonte San Germano (Fr). Per conto dell’Istituto di Storia del Risorgimento Italiano, Comitato Provinciale di Frosinone, ha pubblicato nel 2005 “Scuola e Istruzione in Valle di Comino nel XIX secolo”. Vive a San Donato Val di Comino (FR), dove insegna.

giovedì 9 luglio 2009

LIBRI: ESCE ''1973, NAPOLI AI TEMPI DEL COLERA'' A CURA DI PAOLO MIELI

Roma, 7 lug. (Adnkronos) - Una ricerca per capire fino a che punto l'epidemia del colera che colpi' Napoli nel 1973 abbia rappresentato una fase di passaggio nella storia politica e sociale della citta'. E' ''1973. Napoli ai tempi del colera. Un'inchiesta degli allievi della Scuola di giornalismo 'Suor Orsola Benincasa' di Napoli'' (Ucsi Unisob Cdg. Collana 'I libri di Desk' n.16 euro 15), il volume curato da Paolo Mieli con gli studenti della Scuola di giornalismo 'Suor Orsola Benincasa', che esamina il ruolo svolto dalla societa' civile in quel tragico periodo.

Mentre Napoli diventava, nella percezione generale, la citta' del colera dov'era la societa' civile, come reagiva il mondo della cultura e dell'arte, spesso dotato nella storia di antenne tanto sensibili da intuire e raccontare in anticipo i mutamenti sociali? E' questo il grande interrogativo al quale risponde la ricerca condotta di Paolo Mieli. Una ricerca che mette in evidenza come l'epidemia del 1973 abbia costituito un punto di passaggio nella vita politica della citta' accelerando la maturazione di fenomeni sociali: dalla transizione dal centro-sinistra allo 'sdoganamento' della sinistra comunista come forza di governo, fino alla presa di distanza della destra di origine neofascista dal ribellismo populista. In questo quadro anche il mondo cattolico e democristiano cambio' pelle in modo radicale. Per Paolo Mieli ''su Napoli si abbatterono una quantita' di pregiudizi assai piu' nefasti per la comunita' di quanto fosse la questione del colera in senso stretto''.