
La poesia di Nicola Grato “pur sperimentando soluzioni estreme, del tempo e dello spazio, dei vuoti e dei pieni, – afferma Aurelio Sciortino nella Prefazione – affonda le radici in una tradizione primo novecentesca pur ammiccando a traguardi notevoli del secondo Novecento, attestando la lezione di endecasillabi e settenari che sfumano la materia e la sospendono in fluide apparizioni sonore. Poesia che svapora ma che intride di radici, ossimorico balenio del canto di un tempo senza tempo”.
Nicola Grato (Palermo 1975), docente di materie letterarie nelle scuole medie, autore teatrale per la “Compagnia Teatro del Baglio” di Villafrati (La spartenza, tratto dall’omonimo libro di Tommaso Bordonaro, 2005, e la trilogia ispirata al romanzo Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, 2007, 2008, 2009), ha pubblicato articoli e saggi sulla letteratura siciliana del Novecento e sul linguaggio delle scritture di emigrazione.

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