
La storia e l'impegno in favore della legalita' di Giovanni Spampinato, giovane giornalista ragusano ucciso nel 1972 da Cosa nostra, rivivono nelle pagine del "Segreto di Mafia - Il delitto Spampinato e i coni d'ombra di Cosa Nostra", di Carlo Ruta.
Ruta, storico e giornalista di inchiesta, analizza le vicende della Sicilia degli anni 70 focalizzando l'attenzione sui delitti di mafia e sulle relazioni che cosa nostra aveva intrecciato con la societa' sana.
Giovanni Spampinato (Ragusa, 1948 – 27 ottobre 1972) è stato un giornalista italiano, vittima della mafia.
Fu a partire dagli ultimi anni sessanta corrispondente dalla sua città del giornale L'Ora, di Palermo, e de l'Unità.
Venne assassinato il 27 ottobre 1972 da Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, in un contesto che all'epoca non venne adeguatamente investigato in sede giudiziaria. Spampinato indagava sull'uccisione di un facoltoso ingegnere-imprenditore, Angelo Tumino, che era avvenuta a Ragusa il 25 febbraio dello stesso anno.
Era altresì impegnato in una inchiesta sulle attività del neofascismo in Sicilia, in relazione pure a situazioni di contrabbando e di affari illeciti con la mafia che avevano luogo lungo le aree orientali dell'isola.
Il triangolo della morte. Tumino, Campria, Spampinato di Gianni Bonino (Ragusa 1992)
Del delitto Spampinato nei primi anni novanta si è occupato il giornalista catanese Bonina con questo libro , da cui emerge il quadro complesso che, sul piano umano oltre che sociale, ha determinato quegli eventi tragici.
Gli insabbiati, storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall'indifferenza di Luciano Mirone (Castelvecchi, 1997)
Dal libro del cronista etneo L. Mirone emergono soprattutto gli scenari foschi che ne hanno costituito lo sfondo e gli insoluti.
Morte a Ragusa di Carlo Ruta (Edi.bi.si., Messina 2004).
È la più recente ricostruzione della vicenda si ritrova in:Sulla scorta di documenti tratti dal palazzo di giustizia di Ragusa e di nuove testimonianze, in tale libro vengono chiarificati i nessi causali tra i delitti Tumino e Spampinato, mentre vengono offerti i riscontri oggettivi sui deficit dell'istruttoria sulla prima uccisione, già allora motivo di censure da parte dell'opinione pubblica e dell'informazione democratica nazionale.
Emerso il caso all'attenzione pubblica, dopo trenta anni di sostanziale silenzio, Giovanni Spampinato nel settembre 2007 è stato insignito dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del premio Saint Vincent per il giornalismo alla memoria
Carlo Ruta (Ragusa, 26 agosto 1953) è un giornalista, saggista e storico italiano.
Ha conseguito la laurea in filosofia presso l'università degli studi di Messina.
Da vari decenni opera nei campi della storiografia e del giornalismo d'inchiesta.
Fino ai primi anni novanta è stato direttore della rivista bibliografica Libri meridionali.
Ha pubblicato libri di investigazione storica e sociale come: Il binomio Giuliano-Scelba (Rubbettino 1995), Gulag Sicilia (Rubbettino 1993), Appunti di fine regime (Rubbettino 1994), Cono d'ombra. La mafia a Ragusa (La Zisa, Palermo 1997), Il processo come tarlo della Repubblica (Era Nuova, Perugia 1994) Politica e mafia negli Iblei (La Zisa, 1998), Giuliano e lo Stato (Edi.bi.si., Messina 2003), Segreti di banca. L'Antonveneta dai miracoli del nord-est agli intrighi siciliani (Edizioni Le Pietre, 2004), Morte a Ragusa (Edi.bi.si. 2005), sull'assassinio del giornalista de L'Ora e de L'Unità Giovanni Spampinato.
Dirige alcune collane editoriali, in particolare "Biblioteca storica del viaggio in Sicilia" della casa editrice Edi.bi.si. di Messina. Per tale collana ha firmato diversi titoli, fra cui Viaggiatori in Sicilia nel Settecento. L'immagine dell'isola nel secolo dei lumi.
Ha curato il sito accadeinsicilia.net, di cui è stato imposto l'oscuramento nel dicembre 2004. Dal febbraio 2005 cura il blog di documentazione storica e sociale leinchieste.com. Ha scritto e scrive sul mensile "Narcomafie", su "Libera Informazione" di Roberto Morrione, su "Il Manifesto", sul portale telematico per la pace "Peacelink", su "L'isola possibile", rivista-inserto mensile del quotidiano "Il Manifesto". E' membro onorario del Centro Studi e Ricerche "Aleph".
L'8 maggio 2008 è stato condannato per "stampa clandestina" perché proprietario di un sito internet www.accadeinsicilia.net che faceva informazione civile senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica.
La violazione è quella dell'art. 16 della legge 47 del 1948 che riguarda principalmente i giornali cartacei ma che è stata in questo caso applicata al web e ai blog.

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