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venerdì 15 luglio 2011

Presto in libreria il romanzo di Silvano Baldi, “Bisex and the city”, La Zisa, pp. 136, euro 9,90 (978-88-95709-97-0)



La vita di Manlio è una spirale fatta di amori e disamori, d’inquietudine ed entusiasmo, di giorni atrofici e slanci vitalistici. Palermo, Amsterdam e Roma costituiscono lo scenario allargato dove il protagonista si divide tra il rapporto altalenante e profondo con Sophie, quello inaspettato con Marc e l’incessante e appassionata attività teatrale, che Manlio coltiva insieme ad amici con cui nel tempo intesserà relazioni cangianti. A raccontarci tutto questo è il suo sguardo, che assorbe ogni sfumatura del reale e la restituisce in maniera disincantata, disinibita. Una narrazione che, con uno stile quasi diaristico, elimina la distanza con il lettore e lo pone di fronte a un convulso caleidoscopio di riflessioni sulla vita, grumi di emozioni ed eventi inaspettati. Sullo sfondo musica classica, tarocchi e pietre preziose…

Silvano Baldi vive a Palermo, dove lavora come assistente amministrativo all’Istituto comprensivo “Renato Guttuso”. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Nel vico degli strami”. Con “Bisex and the city” esordisce come narratore.

martedì 14 luglio 2009

Barone Alfredo Sant'Angelo, La spada di Roma, La Zisa editore, pp 128, euro 10 (ISBN 978-88-95709-08-6)


Il romanzo è ispirato alla figura, realmente esistita, del console romano Marco Claudio Marcello, al tempo della seconda guerra punica. Sullo sfondo, le lotte politiche interne alla Roma repubblicana, colta in un uno dei momenti più drammatici della sua storia millenaria, allorquando si trovò impegnata ad affrontare, sul proprio territorio l'esercito cartaginese comandato dal grande condottiero Annibale Barca. Il racconto, appassionante e coinvolgente, scorre veloce, quasi sui ritmi di un reportage giornalistica sino all'amara e tragica conclusione.

Alfredo Sant'Angelo, barone di Sant'Angelo (Palermo, 1965), laureato in filosofia, ha pubblicato nel 1996 la raccolta di poesie Poèsis et Peièsis. ha partecipato con successo a diversi concorsi letterari. E' responsabile del settore letterario dell'Associazione Opus. dalla sua grande passione per gli studi storici ha tratto stimolo ed alimento per la stesura di questa prima opera narrativa.

venerdì 10 luglio 2009

La Zisa contro la Zona grigia, un libro contro la mafia dei colletti bianchi

MAFIA: LA 'ZONA GRIGIA' NEL LIBRO DEL GIORNALISTA AMADORE LE COLLUSIONI DEGLI INSOSPETTABILI

ROMA - I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell'intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di 'zona grigia', insomma le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l'oggetto di indagine del libro "La zona grigia, professionisti al servizio della mafia", scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore. Il libro, finora disponibile solo su Internet, sara' in libreria alla fine del mese edito dalla casa editrice palermitana La Zisa (www.lazisa.it). ''Il tentativo dell'autore -si legge in una nota- e' quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. E si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, hanno piu' di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi''. ''Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso da' sostegno alle varie mafie nel nostro Paese. Quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attivita' criminali''.
Secondo Amadore, in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. "Il mio - spiega l'autore - e' un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilita'". "Gli Ordini - continua Amadore - hanno un ruolo importante nella nostra societa'. Ecco perche' io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici , potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosa possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti".

LIBRI, MAFIA: LA "ZONA GRIGIA" E I LIBERI PROFESSIONISTI

(9Colonne) Gli imprenditori siciliani hanno integrato il codice etico con indicazioni precise di non collaborazione con le cosche, di obbligo di denuncia per le richieste del racket. Una strada che dovrebbe essere seguita anche dagli ordini professionali vista la mole di soggetti coinvolti in inchieste di mafia e spesso condannati. Commercialisti, avvocati, ragionieri, architetti, ingegneri, medici e così via coinvolti in inchieste di mafia, condannati e spesso rimasti al loro posto a presiedere i loro ben avviati studi professionali. Sono loro i rappresentanti della società civile cui si è rivolto anche il presidente della Repubblica recentemente, con un appello alla solidarietà antimafia. I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell'intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di "zona grigia", le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l'oggetto di indagine del libro "La zona grigia, professionisti al servizio della mafia" scritto dal giornalista del Sole 24Ore Nino Amadore. Il libro, finora disponibile solo su Internet, sarà in libreria alla fine del mese edito dalla casa editrice palermitana La Zisa. Il tentativo dell'autore è quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. Si scopre che i medici, nel solco di una tradizione che porta al capomafia corleonese Michele Navarra, hanno più di tutti fornito i quadri dirigenti a Cosa nostra: basti pensare al boss Giuseppe Guttadauro, medico divenuto capo del mandamento mafioso di Brancaccio, quello dei fratelli Graviano mandanti dell'omicidio di don Pino Puglisi. Ma non mancano poi le storie di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti. Insomma quel mondo che ha dato e spesso dà sostegno alle varie mafie nel nostro Paese.
Quel mondo che, attraverso il supporto tecnico, assicura ai boss spesso ignoranti solide vie per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, traffico di droga e altre attività criminali. Temi ancora di recente sollevati nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e ribaditi più volte dal capo della Direzione nazionale antimafia Pietro Grasso. Ma i numeri, per capire la qualità delle collusioni, non ci sono. Non li ha la Direzione nazionale antimafia , non li ha la commissione parlamentare Antimafia. Li ha forniti e li fornisce lo stesso Amadore: in Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. "Il mio - spiega l'autore - è un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilità". Responsabilità che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessità di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato. "Gli Ordini - continua Amadore - hanno un ruolo importante nella nostra società. Ecco perché io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici, potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosa possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti".

Sole 24 Ore: Lezioni per uscire dalla crisi, domani in edicola

Roma, 10 LUG (Velino) - La crisi finanziaria cambiera' radicalmente il nostro mondo o quando si concludera' mercati, lavoro, finanza, produzione, assetti geopolitici torneranno al passato? Chi e che cosa hanno innescato la turbolenza prima su Borse e banche, poi nella vita di tanti di noi?
Quali regole e quali riforme sono necessarie perche' la tempesta perfetta non si ripeta? Queste le domande al centro del dibattito 'Lezioni per il Futuro' che Il Sole 24 Ore, in collaborazione con il Financial Times e Foreign Policy, ha avviato in questi mesi sul quotidiano per capire il futuro del nostro mondo e le vie per accelerare la ripresa. Gli interventi di 60 tra i maggiori esperti italiani e internazionali che hanno animato il dibattito sono ora raccolti in 'Lezioni per il futuro. Le idee per battere la crisi', un libro esclusivo in edicola con Il Sole 24 Ore per un mese a partire da sabato 11 luglio. Il dibattito, aperto sul Sole 24 Ore del 7 maggio con un articolo Guido Tabellini, rettore dell'Universita' Bocconi di Milano, e conclusosi il 24 giugno con un bilancio sui temi emersi sempre a cura di Tabellini, ha visto intervenire rappresentanti delle istituzioni, dal Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Presidente Consob Lamberto Cardia; politici italiani, da Giulio Tremonti a Fausto Bertinotti; banchieri, da Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo Bce, a Corrado Passera, a.d. Intesa Sanpaolo; Premi Nobel per l'economia del calibro di Robert F. Engle; politologi di fama mondiale come Anthony Giddens ed economisti internazionali come Nouriel Roubini. Il volume, aperto da un intervento inedito del direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta, riorganizza le riflessioni e le interviste apparse sul quotidiano in filoni tematici. In apertura le analisi che indagano le cause e le responsabilita' all'origine della crisi, a seguire i confronti storici e le differenze con il '29 e la Grande Depressione, poi le riflessioni su come rilanciare la globalizzazione. Ampio spazio e' dedicato alla ripresa economica e alle riforme, con un occhio particolare all'Italia, seguito dal dibattito sul nuovo equilibrio tra stato e mercato, per concludere con le riflessioni sulla vigilanza dei mercati e sugli strumenti finanziari innovativi. 'Lezioni per il futuro. Le idee per battere la crisi', (160 pagine), e' in edicola con Il Sole 24 Ore da domani sabato 11 luglio per un mese a 9,90 euro altre al prezzo del quotidiano. Lo rende noto un comunicato stampa.
(com/dbr) 101133 LUG 09 NNNN

LIBRO DEL GIORNO: DANILO KIS, SI SCRIVE PER VANITA' /ANSA

ESCE 'HOMO POETICUS', SAGGI E INTERVISTE DELLO SCRITTORE SERBO (di Paolo Petroni) (ANSA) - ROMA, 10 LUG - DANILO KIS, 'HOMO POETICUS' (ADELPHI, pp. 364 - 30,00 euro).
'La scrittura e' vocazione, mutazione dei geni e dei cromosomi; si diventa scrittori come si diventa strangolatori (....) La scrittura e' vanita'. Una vanita' che talvolta mi sembra meno inutile di altre forme di esistenza. Scrivo, dunque, perche' sono insoddisfatto di me stesso e del mondo. Per esprimere quest'insoddisfazione. Per sopravvivere!'. Confessava nel 1985 Danilo Kis, considerato uno dei grandi autori del secondo Novecento, anche se il suo nome non e' mia riuscito a diventare popolare.
Serbo di Subotica, ebreo con padre morto a Auschwitz e madre cattolica montenegrina, Danilo Kis, in esilio a Parigi dalla fine degli anni '70, in seguito agli attacchi seguiti alla pubblicazione del suo libro sulle persecuzioni staliniste ('I leoni meccanici' edito in italiano col titolo 'Una tomba per Bopris Davidovic'), e' morto a soli 54 anni nel 1989, lasciando alcuni libri, da Giardino cenere a Enciclopedia dei morti, diventati di culto per molti letterati e intellettuali. 'Di tutti gli scrittori della mia generazione, che abitavano a Parigi durante gli anni Ottanta, Kiss era forse il piu' grande. Il piu' grande e il piu' invisibile', ha scritto un suo collega d'esilio, Milan Kundera. Ora Adelphi pubblica questa raccolta di suoi saggi e interviste in cui, sin dal titolo, quello dello scritto d'apertura, Kiss rivendica alla letteratura e allo scrittore, contro ogni neorealismo e romanzo impegnato ideologicamente, una autonomia e l'indagine della sfera dei sentimenti: 'A noi dunque, agli jugoslavi, l'homo politicus, agli altri tutto il resto, tutte le altre dimensioni di quel meraviglioso cristallo dalle mille sfaccettature, quel cristallo chiamato homo poeticus, quell'animale poetico che soffre sia per amore sia per la propria mortalita', per la metafisica quanto per la politica', scrive con ironia, ma seriamente, ricordando quanto gli jugoslavi abbiano puntato e esportato i loro problemi di nazionalismo e sciovinismo. 'Ma dobbiamo essere coscienti che la letteratura, la poesia sono una diga contro la barbarie, e che anche se la poesia forse 'non nobilita i sensi', e' comunque utile: da' un senso alla vanita' dell'esistenza'.
Nel volume sono raccolte personali e interessanti letture di autori come de Sade, Flaubert, Borges, Nabokov, indagando la ricchezza e i mille volti e assieme la sostanziale unita' della tradizione europea, cui rivendica e sottolinea (come nel caso dello scontro tra poesia e politica) l'appartenenza naturale della cultura e dell'anima balcanica. Un'anima che in lui rivive nella sua personale chiave barocca e metafisica, di visione e elaborazione fantastica che nasce dalla realta', conscio che 'Non si puo' capire il totalitarismo usando la sua stessa seriosita', ovvero il suo stesso linguaggio. Per farlo abbiamo bisogno di un'altra lingua'. (ANSA).

PER 10-LUG-09 11:25 NNNN